Articolo Pubblicato il 22 settembre, 2020 alle 18:00.

Il prezzo effettivamente pagato per la garanzia r.c.auto rilevato per i contratti stipulati nel secondo trimestre 2020 è in media pari a 383 euro, uno dei più cari d’Europa: è quanto emerge dal bollettino statistico Iper pubblicato dall’Ivass il 21 settembre 2020. Il 50 per cento degli assicurati paga meno di 343 euro, il 90 per cento meno di 595 euro e solo il 10 per cento meno di 212 euro.

 

Sulla riduzione del premio medio pesa il crollo delle polizze per i “nuovi rischi”

Nel periodo in esame si è registrata una riduzione dei prezzi del -5,4 per cento su base annua (circa 22 euro) e del -2,2 per cento su base trimestrale. Sul dato, tuttavia, hanno inciso le conseguenze della pandemia da Covid-19 e le relative restrizioni alla circolazione legate al lockdown. La riduzione dei prezzi, infatti, è decrescente e varia dal -5,9 per cento del mese di aprile, al -5,4 per cento di maggio fino a -4,9 per cento (giugno): un trend coerente con il progressivo allentamento delle misure di blocco.

Ma soprattutto, come già rilevato nel precedente bollettino, sulla diminuzione dei prezzi riflette altresì una riduzione del 3,4 per cento del numero di contratti (nel solo mese di aprile le sottoscrizioni sono state inferiori dell’8,6 per cento rispetto all’analogo del periodo dell’anno precedente), con particolare riferimento a quelli stipulati ex-novo, ovvero per coprire nuovi veicoli e/o nuovi assicurati, i cosiddetti “nuovi rischi”, che costano notoriamente molto di più e le cui polizze sono crollate del -35,8% su base annua.

Il prezzo si conferma molto eterogeneo a seconda delle aree del Paese

L’analisi conferma anche come i prezzi rimangano fortemente differenziati tra le province, anche se la forbice va leggermente attenuandosi: il differenziale tra Aosta e Napoli, storicamente le province più e meno costosa, si attesta sui 217 euro, sempre tanto ma il 40 per cento in meno rispetto al secondo trimestre del 2014.

Questo trend in diminuzione, però, risulta più evidente nel Sud Italia (con in testa Catanzaro con il -8,5%), dove il livello medio dei prezzi è ancora generalmente superiore rispetto al resto del Paese. Tuttavia, nella maggior parte delle province la riduzione media su base annua non ha raggiunto il -4 per cento, e solo in talune province del Nord (Bolzano -2,1 per cento; Aosta -2,2; Trento -2,7; Biella -3,0; Verbano-Cusio-Ossola e Sondrio -3,2; Rovigo -3,4; Cuneo -3,5; Belluno -3,7; Vicenza -3,8; Vercelli, Lecco e Alessandria -4) si riscontrano riduzioni tra -2 e -4 per cento.

La scatola nera

Il 22 per cento delle polizze stipulate nel secondo trimestre del 2020 prevede una clausola con effetti di riduzione del premio legata alla presenza di scatola nera, il cui tasso di penetrazione però è aumentato in misura modesta (+0,5 per cento su base trimestrale) e si conferma, pure questo, estremamente eterogeneo tra le province, variando da poco più di zero (a Bolzano è al 4 per cento) fino ad oltre il 60 per cento (Caserta è al 65%). La differenza tra due grandi città quali Napoli e Milano è aumentata progressivamente dal 2015, e ora è pari a 40 punti percentuali.

La provincia che registra il maggior incremento della scatola nera è Verbano-Cusio-Ossola (+3,6 per cento su base annua); solo un’altra provincia (Matera) registra una percentuale in aumento di 3 punti, mentre tre province segnano una variazione in aumento compresa tra il +2,5 e il +3 per cento (Benevento +2,8; Como +2,7; Rovigo +2,6).