Articolo Pubblicato il 15 aprile, 2016 alle 18:48.

TESTATA: L’Unione Sarda – 15/04/2016

«L’acqua dei pozzi è inquinata? Da sei anni non possiamo utilizzarla e dal Comune non arrivano risposte». Cresce la preoccupazione tra chi abita intorno alla Base di Decimomannu, negli anni scorsi ci sono stati sversamenti di carburante e dalle analisi è emersa la presenza nel terreno di elementi altamente inquinanti.

Proteste. «Il sindaco non ci ascolta neanche ma noi aspettiamo nuove analisi e risposte certe, il Comune dovrebbe essere al nostro fianco invece non ci aiuta neanche con autobotti», denuncia Giancarlo Piras, uno dei residenti e produttori agricoli che hanno deciso di chiedere i danni alla Difesa rivolgendosi a una società veneta specializzata nelle richieste di risarcimento. «Ci basiamo su elementi concreti», spiega Michele Baldinu, referente locale dello Studio 3A: «Questi cittadini stanno subendo ingenti danni e stiamo cercando di avere dati più aggiornati per poter comprendere quali sono le reali conseguenze degli sversamenti di aviocarburante che si sono registrati intorno alla Base». Vicino ai serbatoi di carburante che ora vengono riempiti con le autobotti e un tempo erano collegati con Monte Urpinu ci sono le apparecchiature che rivelano le sostanze nel terreno. Tubi, rubinetti e contatori si trovano sia all’interno dell’area militare sia nei vigneti che confinano con la Base perché l’area è a vocazione agricola e ulteriori problemi di inquinamento potrebbero avere effetti devastanti sulle produzioni.

Produttori. «Se uso l’acqua del pozzo si bruciano tutte le verdure, diventano inutilizzabili: non posso venderle ma devo buttarle», spiega Alfieri Bardino, che ha le serre a poche centinaia di metri dall’aeroporto militare, «sono costretto a uti-
lizzare l’acqua del Flumen-dosa, ma se dovesse esserci qualche problema con loro dovrei buttare tutta la produzione perché l’acqua che c’è qui sottoterra distrugge tutto». Che l’acqua non sia delle migliori se n!è accorta Ida Frau: «Ila creato problemi a tutti gli elettrodomestici ma soprattutto qui volevo sfruttare la terra per coltivarla ma ho dovuto desistere perché non so cosa ci sia dentro: è un nostro diritto avere risposte certe».

Ma i problemi per chi vive intorno alla Base non arrivano solo dal sottosuolo. «I teloni di plastica per la copertura delle serre sono garantiti per quattro anni, ma dopo due sono completamente distrutti e devo spendere ogni volta quattromila euro – aggiunge Alfieri Bardino – anche la ditta che li produce non sa spiegarsi il motivo e ha mandato de! tecnici a prelevare alcuni campioni: il timore è che questi danni siano legati al passaggio degli aerei militari».

Marcello Zasso