Articolo Pubblicato il 17 luglio, 2019.

L’amaro sfogo di Giampaolo Matrone all’udienza per la costituzione delle parti civili: la sua “levata di scudi” ha fatto risparmiare un altro mese di attesa

Quando i difensori degli imputati hanno cominciato a chiedere al giudice per l’udienza preliminare, dott. Gianluigi Sarandrea, i termini, sempre più dilatati, per esaminare gli atti di costituzione, lui, Giampaolo Matrone, uno dei sopravvissuti della catastrofe di Rigopiano, ma a carissimo prezzo – sotto l’hotel travolto dalla valanga ha perso la moglie, Valentina Cicioni, una delle 29 vittime, ed è rimasto invalido -, non ci ha più visto. E in aula ha fatto la voce grossa.
Il Giudice aveva disposto il rinvio al 25 settembre, ma poi si è andati al 16 ottobre, e ancora non bastava agli avvocati della difesa, e si è passati al 30 ottobre. Non ci sono più stato. Non possono essere gli imputati e i loro legali a dettare “l’agenda” del processo, perché loro hanno tutto l’interesse a tirarla per le lunghe” ha spiegato

il pasticciere di Monterotondo al termine dell’udienza di oggi, martedì 16 luglio, in Tribunale a Pescara, dedicata alle costituzioni di parte civile: anche lui, ovviamente si è costituito, per se stesso e per la moglie Valentina, per il tramite del suo legale, l’avv. Andrea Piccoli, del Foro di Treviso, che lo assiste unitamente a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Risultato, alla fine il Gup ha posto fine alla “melina” e con il rinvio si è tornati al 27 di settembre, data – più ragionevole e ravvicinata – in cui è stato aggiornato il procedimento. 

Basta attese. E’ dal 18 gennaio del 2017 che aspettiamo, che chiediamo giustizia e finora non abbiamo visto nulla: non solo nessun risarcimento, ma neanche nessuna condanna. A voler essere fiscali, non è neanche iniziato il processo vero e proprio perché siamo ancora all’udienza preliminare. Formalmente, non c’è stato ancora nessun rinvio a giudizio. Ma quello che fa ancora più male è l’assenza dello Stato, delle Istituzioni: tante parole, ma alla fine nessuno si è fatto sentire veramente e concretamente” ha proseguito Matrone, che in aula era affiancato anche da Angelo Novelli, consulente personale di Studio 3A. 

Quello che colpisce in questa vicenda – conferma e lamenta l’avv. Andrea Piccoli è che, al di là dell’aspetto delle responsabilità penali, che saranno oggetto del processo, queste famiglie in più di due anni e mezzo non hanno visto un euro di risarcimento e parliamo di una tragedia di Stato che vede coinvolte le istituzioni ai massimi livelli e che è costata la vita a ben 29 persone innocenti”.

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