Articolo Pubblicato il 21 maggio, 2016 alle 15:54.

TESTATA: La Nuova Venezia – 21/05/2016

Mira. Finirà in tribunale la disavventura di due coniugi in crociera

Rovinano la vacanza ad una coppia di miresi che volevano festeggiare i 45 anni di matrimonio con una crociera da sogno ma Costa Crociere propone di risarcirli con 187 euro. Questo l’incredibile vicenda che si è verificata nel 2010 quando i due prenotarono sulla “Costa Magica”: partenza da Savona e tappe in Spagna, Portogallo e Marocco. Un viaggio da 2600 euro. Sarebbero dovuti essere 12 giorni di grande felicità, ma i due coniugi miresi si sono ritrovati senza nulla se non quello che avevano addosso alla partenza. Il 19 ottobre 2010 da Marano di Mira, i due sono andati con un autobus collegato alla nave a Savona con due bagagli principali. Dentro c’erano i vestiti e le calzature più eleganti per godersi i momenti di ballo e le feste. Tutto per un valore certificato di 8.650 euro. Le due valige caricate regolarmente nel bagagliaio della corriera e etichettate e sono state consegnate ai fattorini per l’imbarco, ma quando i legittimi proprietari sono andati a ritirale in nave, il personale di “Magica” è caduto dalle nuvole. Il bagaglio non si trovava, smarrito, e non salterà più fuori. I due malcapitati si sono ritrovati con solo i vestiti che indossano al momento e sono stati costretti ad acquistare di tasca loro, in occasione della prima tappa a terra, calzini, mutande, magliette, pantaloni e qualche gonna. Hanno speso 187 euro e solo questi, dietro l’esibizione degli scontrini gli sono stati rimborsati da Costa Crociere. Per ottenere un risarcimento più equo i due si sono ricolti all’agenzia Studio 3A, ma tutte le richieste di un risarcimento dignitoso sono state rifiutate. Ora Studio 3 A porterà in Tribunale Costa Crociere. «Costa Crociere in questa vicenda», spiega Emers Trovò di Studio 3 A, «ha bistrattato dei clienti che avevano riposto la loro fiducia nella compagnia: volersela cavare con 187 euro, senza pagare il valore dei vestiti e degli oggetti andati perduti è offensivo. In tribunale renderemo finalmente giustizia ai nostri assistiti».

Alessandro Abbadir