Articolo Pubblicato il 1 marzo, 2020 alle 17:57.

Non solo emergenza coronavirus. Per migliaia di veneziani questi sono giorni importanti anche per l’iter risarcitorio della marea eccezionale del 12 novembre 2019, che ha raggiunto i 187 centimetri: l’acqua alta più alta (e devastante) della storia, seconda solo all’alluvione del 1966.

 

Lo stato di calamità e le domande di risarcimento dei danni

Sulla base dello stato di calamità riconosciuto alla Città, cittadini, commercianti e imprenditori in generale hanno potuto fare la richiesta per ottenere il risarcimento dei danni, pesantissimi: il termine per la presentazione delle domande al Commissario straordinario per l’emergenza sono scadute il 30 gennaio. Solo per dare un’idea della devastazione causata dall’evento, a metà dicembre 2019 le richieste dei privati erano oltre sei mila per più di 41 milioni di euro danni, a cui si aggiungono quelli enormi al patrimonio pubblico, stimati in almeno 350 milioni.

Entro il 30 aprile 2020 vanno prodotti i documenti, perizia asseverata in primis

Per quanti hanno presentato l’istanza di risarcimento, però, adesso incombe un’altra scadenza fondamentale, quella del 30 aprile 2020, data entro la quale devono produrre per via telematica tutta la documentazione richiesta per la pratica risarcitoria, con particolare riferimento alla perizia asseverata sui danni, che è conditio sine qua non, eccetto i casi in cui il contributo richiesto sia necessario all’immediato rientro nell’abitazione o al riavvio dell’attività.

 

L’esperienza di Studio3A nei servizi tecnico-peritali

Studio3A, tra i vari servizi, offre anche quello tecnico-peritale per stimare i danni su beni mobili e immobili derivanti da sinistri di ogni natura, servizio su cui peraltro ha investito moltissimo negli ultimi anni sia nelle professionalità sia nella tecnologia, con l’utilizzo, ad esempio, dei droni, nella consapevolezza di come una precisa, corretta e coerente valutazione del danno sia un elemento fondamentale per ottenere una congrua liquidazione.

Attenzione alle perizie e rivolgersi a professionisti abilitati

Per questo, in virtù di un ampia esperienza e competenza maturata in questo campo, oltre a fornire la propria piena disponibilità a farsene carico in prima persona, la società invita cittadini e categorie economiche della “sua” città a prestare particolare attenzione alla fase peritale nella produzione dei documenti a corredo della domanda. E ricorda che quella che viene richiesta non è una perizia semplice, che in genere è una relazione firmata da un tecnico che, in seguito alla raccolta di informazioni e all’elaborazione dei dati, risponde al quesito relativo alla quantificazione dei danni.

Entro il 30 aprile bisogna dotarsi di una perizia asseverata, che presuppone che il tecnico non si limiti a redigere una perizia, ma ne assevera circa la veridicità dei contenuti e la correttezza del lavoro effettuato, assumendosene quindi tutte le responsabilità. E che, dettaglio da non trascurare, va affidata a un professionista abilitato. Ultimo aspetto importante: il danneggiato nella domanda di risarcimento potrà richiedere anche il rimborso delle spese sostenute per la perizia, che quindi è un costo riconosciuto e non aggiuntivo.