Articolo Pubblicato il 15 luglio, 2016 alle 12:31.

TESTATA: Corriere del Veneto – 15/07/2016

A Forno di Zoldo. Belluno. Nessuna fatalità, ma una catena di lacune, leggerezze e imperizie hanno determinato, il 5 novembre del 2015, a Forno di Zoldo, la tragedia costata la vita a un pensionato settantenne del posto, Renato Fontanella, colpito in pieno da un abete durante dei lavori di taglio e asportazione di legname lungo la viabilità comunale tra le località Calcherà e Astragal. Questa la conclusione a cui sono giunte le indagini del pm Simone Marcon, nel procedimento che ha visto indagati per omicidio colposo i due boscaioli che hanno abbattuto la pianta, il sessantaseienne Silvestro Sartori e il figlio Marco, di 41 anni. Indagati che ora sono diventati imputati. Il gip Federico Montalto ha fissato al 15 novembre l’udienza filtro. Il procedimento è seguito per la famiglia della vittima dal servizio Legale di Studio 3A, a cui i Fontanella si sono rivolti per ottenere giustizia, affiancati da Diego Tiso. La mattina del 5 novembre Fontanella s’incamminò lungo la strada per una passeggiata. All’improvviso, un abete rosso di 30 metri, che i due operai stanno abbattendo, lo colpi, uccidendolo. Le accuse della procura puntano sulla poca professionalità dei boscaioli e la mancata chiusura pedonale della strada.

La vicenda. Il 15 novembre scorso un pensionato rimase ucciso travolto da un pino che due boscaioli stavano tagliando. I due, padre e figlio, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo: diversi gli errori.

Fe.Fa.