Articolo Pubblicato il 15 gennaio, 2021 alle 10:00.

Non è colpevole il pedone che viene investito mentre attraversa un piazzale al di fuori delle strisce se non vi sono attraversamenti pedonali disponibili ad una ragionevole distanza.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 278/21 depositata il 12 gennaio 2021, ha riaffermato con forza un principio a tutela dell’utente debole per eccellenza della strada, sanando una per certi versi paradossale sentenza della Corte di merito.

 

Una donna investita chiede il risarcimento ma le viene contestato un concorso di colpa

In verità, alla donna, che aveva promosso una causa per essere risarcita integralmente dei danni subiti dopo essere stata investita da un veicolo mentre attraversava a piedi, per l’appunto, un piazzale, in primo e secondo grado era stato riconosciuto un risarcimento ma decurtato di un terzo in quanto i giudici di primo e anche di secondo grado le avevano ascritto un concorso di colpa in quanto non aveva attraversato sulle apposite strisce pedonali, accogliendo in parte le tesi della compagnia di assicurazione del veicolo investitore.

Nell’appellare la decisione del Tribunale, la danneggiata aveva eccepito come nelle vicinanze del punto in cui si era verificato l’incidente non vi fossero attraversamenti pedonali e che pertanto l’attraversamento del piazzale era avvenuto senza violare le norme del codice della strada, che impongono di attraversare sulle strisce.

Ma la Corte di Appello aveva totalmente superato tale argomento, asserendo che l’articolo 190, secondo comma, del codice strada, prevede che il pedone non possa attraversare i piazzali laddove non ci ci siano le strisce. Punto.

La donna ha quindi proposto ricorso per Cassazione lamentando l’erronea interpretazione della normativa in questione e sostenendo che l’articolo 190 cod. strada andava inteso nel senso che il divieto di attraversamento vale solo se nelle vicinanze vi siano strisce pedonali e non già a prescindere dal fatto che ci siano o meno.

Gli Ermellini hanno ritenuto fondato la doglianza, convenendo come la Corte di merito non avesse di fatto esaminato il motivo di impugnazione della danneggiata, che verteva sulla presenza o meno di strisce pedonali nelle vicinanze, ritenendolo come detto assorbito dal fatto che l’articolo 190 codice della strada vieta comunque ed in ogni caso di attraversare i piazzali

Ma deliberando in questo modo – hanno sottolineato i giudici del Palazzaccio – i giudici territoriali hanno ritenuto assorbito il motivo di appello, e lo ha rigettarlo a prescindere dalla motivazione che lo sorreggeva.

 

Il divieto di attraversamento al di fuori delle strisce vale se vi sono degli attraversamenti fruibili

Una ratio decidendi peraltro infondata in quanto, chiarisce la Cassazione, l’articolo 190 , secondo comma, del codice della strada, non vieta ai pedoni l’attraversamento tout court dei piazzali al di fuori delle strisce pedonali, poiché chiaramente condiziona il divieto al fatto che degli attraversamenti pedonali esistano “anche se a distanza superiore a quella indicata nel secondo comma”, caso nel quale il pedone deve raggiungere le strisce ed attraversare in quel punto.

La normativa, dunque, non contiene un divieto assoluto di attraversare i piazzali che siano privi di strisce pedonali, ma un divieto di attraversamento solo qualora vi siano, pur se non vicini, degli attraversamenti pedonali fruibili.

Nel caso di specie, questa circostanza di fatto, ossia che non vi fossero attraversamenti pedonali fruibili, e che dunque l’attraversamento del piazzale fosse lecito al pedone, era quanto veniva richiesto con il motivo di appello, disatteso invece sulla base del rilievo del divieto assoluto, erroneamente inteso, di attraversamento al di fuori delle strisce.

Di qui la cassazione con rinvio della sentenza.