Articolo Pubblicato il 24 marzo, 2020 alle 12:00.

Cosa accade, circostanza tutt’altro che rara, nel caso in cui risulti impossibile ricostruire la dinamica di un sinistro stradale e stabilire con esattezza in quale misura i conducenti hanno contribuito a provocare l’incidente? Va applicato il principio residuale della pari responsabilità, ossia la colpa va ripartita equamente al 50 per cento.

Un principio sancito dall’art. 2054 del codice civile, comma 2, che recita, testuale: “Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli”.

Né rileva il fatto che sia stata acclarata la responsabilità di uno dei due conducenti, perché anche in questo caso il giudice è tenuto ad accertare che il veicolo che ha subito danni abbia comunque rispettato le disposizioni del codice della strada.

 

Motociclista esce di strada a casa di un’auto pirata, la dinamica non è chiara

Di questa controversa questione si è occupata la Cassazione, con la sentenza n. 7479/2020, sul caso di un motociclista coinvolto nel 2015, su una strada provinciale, in un incidente occorso peraltro con un veicolo rimasto sconosciuto.

Il conducente di quest’ultimo mezzo, stando alle dichiarazioni de centauro, avrebbe invaso la sua corsia di marcia e il motociclista, per evitarlo, avrebbe perso il controllo della sua moto finendo contro il guardrail e riportando svariate lesioni.

Respinta in primo e secondo grado la richiesta danni

Il danneggiato ha quindi citato in causa la compagnia mandataria del Fondo Vittime della Strada per essere risarcito ma sia il giudice di primo grado, sia quello di seconde cure hanno appunto applicato il principio di pari responsabilità.

In particolare, la Corte d’Appello ha così sentenziato dopo aver disposto invano due perizie cinematiche, di fronte all’impossibilità di procedere alla ricostruzione del sinistro, nel rispetto di quanto sancito dalla giurisprudenza della Cassazione secondo la quale “l’accertamento in concreto della responsabilità dei uno dei due conducenti, nel caso di scontro tra veicoli, non esonera l’altro dall’onere di provare di essersi conformato alle norme sulla circolazione stradale e a quelle di comune prudenza.

 

Impossibile stabilire le responsabilità del sinistro

Il centauro ha quindi proposto ricorso per Cassazione lamentando la violazione e falsa applicazione dell’art. 2054 c.c. comma 2, e ponendo la seguente questione di diritto: se cioè l’articolo in oggetto “sia applicabile anche nel caso in cui vi sia stato, da parte dell’organo giudicante, un accertamento positivo sulla responsabilità di uno dei conducenti coinvolti nel sinistro e non vi sia alcuna certezza circa l’eventuale corresponsabilità del danneggiato“.

La Suprema Corte rigetta il ricorso

Ma la Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo il motivo sollevato infondato.

La Suprema Corte ha infatti precisato che l’art. 2054 c.c. comma 2 prevede un criterio residuale applicabile in tutti quei casi in cui non è possibile stabilire con esattezza il diverso grado di responsabilità delle parti coinvolte nel sinistro stradale.

Nel caso in esame tale principio sarebbe stato applicato proprio per l’impossibilità di ricostruire con esattezza la dinamica del sinistro, tanto è vero che – osservano gli Ermellini – perfino i consulenti d’ufficio nominati non sono stati in grado di sciogliere i dubbi su come si sono svolti i fatti.

 

Presunzione di pari responsabilità anche dove sia accertata la colpa di uno dei conducenti

Bene quindi avrebbe fatto il giudice, secondo gli Ermellini, ad applicare la regola presuntiva prevista dall’art. 2054 comma 2 c.c., perché è stato impossibile determinare con esattezza le responsabilità dei soggetti coinvolti.

In ogni caso, ribadisce la Cassazione, come chiarisce la giurisprudenza della Corte, la presunzione di pari responsabilità nella causazione di un sinistro non è superata neppure quando risulta accertata la colpa di uno dei due conducenti.

 

Come chiarito dalla Cassazione infatti “in tema di scontro tra veicoli, la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall’art. 2054, comma 2 c.c. ha funzione sussidiaria, operando soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e di attribuire le rispettive responsabilità del sinistro