Articolo Pubblicato il 1 novembre, 2019.

La 29enne reggiana si è fratturata entrambe le caviglie: impossibile raggiungere l’altare in queste condizioni. E per ottenere il risarcimento si profila una causa

Doveva essere una tranquilla vacanza, un antipasto della luna di miele che la attendeva di lì a pochi mesi, nello Yucatan. Ma quel viaggio a Napoli, per una ventinovenne reggiana e il suo futuro marito, si è trasformato in un’odissea senza fine.

Colpa di un insidioso dislivello nella pavimentazione di un marciapiede pubblico, su cui la giovane, che risiede a Campagnola Emilia, è inciampata, il 21 luglio scorso, mentre percorreva con il suo compagno corso Novara, rovinando malamente a terra. La malcapitata ha avvertito subito dolori lancinanti, è stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata in ambulanza all’ospedale, prima al San Giovanni Bosco e poi all’ospedale del Mare: la diagnosi, purtroppo, si è rivelata pesante, frattura di entrambe le caviglie.

La giovane ha deciso di rientrare subito a casa e di ricoverarsi presso l’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, dov’è stata sottoposta a un intervento di osteosintesi alla caviglia sinistra. E’ stata dimessa il 29 luglio, dopo una settimana, ma la sua disavventura era solo agli inizi: ha dovuto portare a lungo gli stivaletti gessati, avendo fuori uso entrambe le gambe non poteva muoversi, è stata costretta ad acquistare una carrozzina, il letto ortopedico e poi a iniziare la lenta riabilitazione.
Ma non è finita qui, perché il
primo settembre la ventinovenne doveva convolare a nozze con il compagno, e arrivare all’altare in sedia a rotelle non era esattamente quello che aveva sognato per il giorno più bella della vita. Non le è quindi rimasto che rinviare il matrimonio, i cui preparativi erano ormai ultimati, con tutto ciò che ne è conseguito, anche dal punto di vista economico, perché la disdetta del pranzo e del viaggio di nozze già prenotati è costata cara: mille euro persi solo per la luna di miele mancata.

Insomma, una bella botta tra danni fisici, morali e patrimoniali. La giovane, per ottenere giustizia, attraverso la consulente personale dott.ssa Sara Donati, si è quindi rivolta a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito acquisito tutta la documentazione del caso, medica e non solo.

L’episodio è ampiamente documentato: il 21 luglio sul luogo della caduta sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Napoli, che hanno verbalizzato la denuncia, sono state scattate svariate foto del marciapiede sconnesso, sono state raccolte anche testimonianze di persone presenti in quel momento.

Ma c’è un grande problema: il Comune di Napoli, come da risposta dell’avvocatura generale alla richiesta danni inviata da Studio3A, “non è titolare di polizze assicurative per i sinistri ex art. 2015 del codice civile”, quelle cioè per la responsabilità civile verso terzi. Inutile anche il tentativo, che è stato fatto, di rivolgersi a Napoli Servizi S.p.A: la società partecipata ha fatto sapere di non essere responsabile per i marciapiedi e le strade cittadine, ma solo dei cantieri aperti, per il ripristino del manto stradale. Il Comune partenopeo non ha neppure un referente per trattare stragiudizialmente la vertenza e arrivare a una transazione sull’indennizzo dovuto. Dopo tutto quello che ha patito, la danneggiata, a meno di miracoli, dovrà anche intraprendere una causa e mettersi in coda: dal gennaio 2015 al gennaio 2019 le domande risarcitorie sul genere (soprattutto per le buche) a Napoli sarebbero 3.800.