Articolo Pubblicato il 2 ottobre, 2020 alle 9:55.

E’ andata meglio degli anni passati, ma il tributo di sangue pagato dai pedoni anche nel 2019 resta altissimo. L’Asaps il 29 settembre 2020 ha diffuso i dati, relativi appunto al 2019, dell’osservatorio che monitora gli incidenti stradali occorsi all’utente debole per eccellenza della strada.

 

Vittime in calo ma sempre troppe

Nell’anno in questione sono stati rilevati 19.818 sinistri (una media di ben 54 al giorno) che hanno provocato il decesso di 534 pedoni, di cui 336 uomini (nel 2018 erano stati 390) e 198 donne (a fronte delle 222 dell’anno precedente). Sul totale di 3.137 morti da sinistro stradale in Italia nel 2019, i pedoni rappresentano il 17% dei deceduti in un anno, come nel 2018: un decesso ogni sei sulle strade è oggi un pedone.

E’ vero che il numero di morti riscontrato nel 2019 è il più basso da quando esistono le statistiche ufficiali sull’infortunistica stradale in Italia: rispetto al 2018 vi è stato un calo del 12,7% (allora furono in tutto 612). Ma è anche vero che, con riferimento agli anni di benchmark per la sicurezza stradale 2001 e 2010, la categoria dei pedoni è tra quelle che ha avuto i cali minori (-48,3% dal 2001, e solo un -14% dal 2010), a dimostrazione che le politiche di salvaguardia di questi utenti non sono state finora sufficienti a raggiungere gli obiettivi europei, con la necessità di urgenti correttivi da parte del legislatore.

Gli anziani i più a rischio

L’indice di mortalità per i pedoni, pari a 2,7 ogni 100 incidenti per investimento (era 3,2 nel 2018), è circa quattro volte superiore a quello degli occupanti di auto (0,7). Undici pedoni deceduti avevano meno di 18 anni e ben 316 più di 65 anni: questi ultimi da soli rappresentano il 60% del totale dei decessi. Gli anziani rimangono la categoria più a rischio, con altissimi indici di probabilità di rimanere feriti anche in modo grave: ammontano a ben 6.775 i trasportati in ospedale per le cure.

I feriti sono in aumento

Quanto ai feriti tra i pedoni, nel 2019 sono stati 21.430 (9.995 uomini e 11.435 donne), 59 al giorno (due ogni ora), in aumento di 630 unità rispetto al 2018, due in più al giorno: qui il numero non cala e rimane costante tra i 20mila e i quasi 22mila nel periodo 2005-2019.

 

I veicoli investitori

In 15.081 di questi 19.818 incidenti, oltre ai pedoni sono state coinvolte auto, in 262 autobus, in 39 tram, in 1.196 autocarri, in 352 biciclette, in 325 ciclomotori e in 1.831 motocicli. Fa specie come le biciclette “investitrici” in un caso abbiano ucciso un pedone, ferendone 366. I motocicli hanno ucciso 26 pedoni, ferendone 2.131, gli autobus hanno provocato la morte di 10 pedoni con 277 feriti. I tram 3 morti e 42 feriti. Gli autocarri e autosnodati 54 morti e 1.017 feriti. Le autovetture 309 morti e 16.297 feriti. I veicoli di soccorso o di polizia hanno investito 41 pedoni, tutti rimasti feriti.

Migliaia i casi di mancata precedenza al pedone sulle strisce

Inquietante anche il numero di casi, 7.747, in cui il conducente di un veicolo non ha dato la precedenza al pedone su attraversamento pedonale, sciagurata condotta che ha causato 143 morti e 7.604 feriti. Il 3% del totale degli incidenti rilevati in Italia vede la mancata precedenza al pedone (art. 191 del Cdice della Strada) come causa accertata dagli organi di polizia stradale.

Anche chi va a piedi però ha sovente le sue responsabilità

Anche i pedoni però hanno le loro responsabilità e gli incidenti quanto meno con-causati da un loro comportamento scorretto sono stati 4.535, con 124 decessi e 4.411 feriti: in 2.390 casi il pedone attraversava la strada irregolarmente, in 762 camminava in mezzo alla carreggiata, in 475 occasioni sbucava improvvisamente da dietro un veicolo in sosta o fermata, in 371 situazioni attraversava al passaggio pedonale non rispettando i segnali.

 

Mesi invernali i più pericolosi

Il mese più a rischio per i pedoni è risultato gennaio con 67 morti, mentre per quanto riguarda il numero complessivo di feriti è dicembre il mese più rischioso (2.274), L’oscurità e la mancanza di attenzione con il buio sono fattori molti delicati, che necessiterebbero di apposite campagne di sensibilizzazione, anche per obbligare i pedoni fuori dai centri urbani che camminano lungo le strade a indossare giubbotti retro-riflettenti come per i ciclisti.

La Lombardia la regione più insidiosa per i pedoni, la città più a rischio Roma

La regione con il maggior numero di morti è la Lombardia con 96, di cui ben 58 ultra65enni, seguita dal Lazio con 63, dall’Emilia-Romagna con 57 e dalla Campania con 47. Quasi lo stesso per i feriti, con la Lombardia a quota 4.205, seguita dal Lazio con 2.858 e dalla Toscana con 2.002. Quanto, infine, alle principali 14 città italiane per numero di residenti, emerge che nelle metropoli i decessi sono stati complessivamente 114 (il 21% del totale in Italia), con il record a Roma (42 morti di cui 2 minorenni e 24 ultrasessantacinquenni), seguita a distanza da Torino con 13 vittime e Milano con 12 decessi.