Articolo Pubblicato il 6 luglio, 2016 alle 12:19.

TESTATA: La Nuova di Venezia e Mestre – 06/07/2016

Marghera. Per i consulenti del pubblico ministero ci sono responsabilità mediche per la morte della neonata della famiglia bengalese residente a Marghera nata all’ospedale dell’Angelo e deceduta il 28 maggio 2014. «Dato atto preliminarmente della discrepanza dei fatti descritta dalla documentazione sanitaria», si legge nella consulenza firmata dal medico legale Silvia Tambuscio, dal neonatologo Daniele Travisanuto e dalla ginecologa Alessandra Zambon, «l’operato del personale sanitario, principalmente del medico assistente al parto, è stato non corretto nelle seguenti fasi: tardiva diagnosi della distocia delle spalle, conseguentemente alla quale si è determinato un tardivo avvio delle manovre di disimpegno e di risoluzione della distocia; non adeguata effettuazione delle manovre di disimpegno; l’esecuzione delle manovre di Kristeller in condizioni non indicate. Si ritiene che l’eccessivo dispendio di tempo nel processo di diagnosi-risoluzione della distocia, nonché alcune ulteriori attività non adeguate, svolte durante l’assistenza al parto, abbiano avuto un molo eziologico nel determinare il decesso della neonata». Eppure, fanno notare dallo Studio 3A, i vertici dell’Asl 12 hanno «snobbato la procedura di mediazione attivata dalla famiglia» e così adesso sarà attivata una causa.

Ma «da subito a fianco alla famiglia vittima di un evento tragico, l’Asl 12 ha fatto svolgere immediatamente tutte le verifiche interne sull’accaduto. Ha così accertato che la vicinanza attiva a fianco dei genitori è stata immediata e la famiglia è stata seguita in ogni passo con il pieno supporto, e con la presenza costante in primo luogo del primario. Sull’evento infausto, proprio a totale garanzia della famiglia, sono state espletate subito tutte le necessarie analisi, del cui esito i genitori sono stati costantemente e immediatamente informati. Gli organi di controllo aziendale hanno evidenziato il comportamento corretto dei medici e del personale del Reparto. La perizia dei consulenti tecnici attivati dall’ente assicurativo, integrata da parere specialistico, evidenzia come non vi siano responsabilità a carico dell’Asl. È a partire da tali conclusioni l’Azienda, su indicazione dell’ente assicurativo, ha quindi comunicato all’Organismo competente la non adesione alla procedura di mediazione».