Articolo Pubblicato il 25 agosto, 2020 alle 6:27.

I drammatici fatti accaduti in agosto hanno riproposto in tutta evidenza la gravità del fenomeno della pirateria stradale, che non accenna a diminuire. Al riguardo l’Asaps ha diffuso i dati del suo osservatorio ad hoc che ha rilevato, nel primo semestre del 2020, 386 episodi gravi, con 33 morti e 463 persone rimaste seriamente ferite. Non inganni il confronto con i primi sei mesi del 2019, quando gli episodi gravi furono 543 (157 in più, +29,1%), le vittime 55 (+40%) e i feriti 670 (+31%): il dato va infatti letto tenendo conto degli oltre due mesi di lockdown causa coronavirus e anche del contemporaneo, più meticoloso controllo del territorio da parte delle forze di polizia, sia pur in chiave anti-Covid per il rispetto delle relative ordinanze.

L’analisi del fenomeno

Dal rilevamento emerge che 87% dei casi è avvenuto di giorno e il 13% di notte, ma se ci si limita all’analisi delle sole piraterie mortali le percentuali cambiano e salgono al 27,3% per l’orario notturno 27,3%, con il restante 72,7% in quello diurno.

Nel 51,3% dei casi il pirata viene poi individuato dalle forze di polizia che rilavano il sinistro, identificazione che sale al 70% nei casi di piraterie mortali. I pirati sono per la stragrande maggioranza maschi, ma la percentuale delle donne, protagoniste di 26 di questi episodi, non è residuale, attestandosi al 12,7%.

Vittime principali i pedoni

Le vittime principali sono i pedoni: 19 i morti (nei primi sei mesi del 2019 furono 28) e 150 i feriti, mentre i ciclisti che hanno perso la vita a causa di investimenti “pirata” nel primo semestre 2020 sono stati quattro e 60 i feriti.

I pirati positivi all’alcool o alla droga sono risultati il 14,6%, ma il dato, già di per sé inquietante, si riferisce ai soli casi in cui il responsabile sia stato identificato immediatamente dopo l’incidente o comunque nei tempi sufficienti per poter realizzare l’alcool test.  I pirati stranieri sono stati il 13,7% del totale.

Il maggior numero di casi di pirateria è stato registrato in Lombardia con 78 episodi con morti o lesioni: seguono la Campania con 42, la Sicilia 36, la Puglia con 30 l’Emilia Romagna con 29 e il Lazio con 27. E nei mesi di luglio e agosto, purtroppo, è andata ancora peggio.