Articolo Pubblicato il 6 luglio, 2016 alle 12:16.

TESTATA: La Tribuna di Treviso – 06/07/2016

La mattina del 27 maggio 2014 di due anni fa la mamma delia piccola Tasnim Min, incinta di 38 settimane e 6giorni, viene ricoverata all’ospedale dell’Angelo di Mestre per dare alla luce il suo primo figlio: non ci ono problemi se non all’atto del parto. Esce la testa, ma non il resto del corpo. Scatta una lunga emergenza. Solo dopo svariate prove andate a vuoto, il medico riesce a estrarre la piccola Tasnim Mim, ma le sue condizioni appaiono subito gravissime: la neonata comincia a respirare solo al terzo tentativo di rianimazione. Alle 4.10 del giorno dopo viene trasferita d’urgenza presso la Patologia Neonatale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, con diagnosi di asfissia grave dalla nascita e frattura dell’omero sinistro, ma alle 22.15 del 28 maggio spira. Per mamma e papà quello che doveva essere il giorno più bello della loro vita diventa un incubo.

«Ai genitori viene detto poco o nulla e anche dopo il decesso» incalza l’avvocato Ermes Trovò che ricorda come l’indagine e gli accertamenti medici sul corpo della bimba «arrivino a conclusioni difficilmente contestabili ed evidenziano in pieno la responsabilità medica». I genitori, attivano la procedura di mediazione per arrivare a una definizione bonaria della vertenza, ma al primo incontro (lunedì scorso) «l’Usl veneziana non si è neppure presentata comunicando di non voler aderire alla procedura e snobbando ogni tentativo di negoziazione: un altro schiaffo per i genitori» segue l’avvocato. «Un atteggiamento inconcepibile, incomprensibile» osserva l’avvocato Ermes Trovò. Scatta la causa in tribunale, ma anche l’appello a Zaia:«Dia giustizia a questi genitori».