Articolo Pubblicato il 15 luglio, 2020 alle 10:30.

Il 14 luglio 2020 il Presidente dell’Inail, Franco Bettoni, ha presentato a Montecitorio, alla presenza anche del Presiedente della Camera, On. Roberto Fico, l’attesa relazione annuale dell’Istituto relativa al 2019 sull’andamento infortunistico e tecnopatico e sui risultati più rilevanti ottenuti.

 

Denunce di infortunio invariate rispetto al 2018

Per quanto riguarda il trend degli infortuni, le denunce pervenute all’Inail nel 2019 sono state 644.803, numero sostanzialmente stabile rispetto al 2018 (-0,09%). Di questi, gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 405mila, di cui circa il 18,6% avvenuti “fuori dell’azienda”, cioè in occasione di lavorocon mezzo di trasporto” e “in itinere”, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro.

Nel 2019 meno morti bianche, ma sempre tante, 1.156

Le denunce di infortunio con esito mortale sono risultate 1.156, con una riduzione dell’8,5% rispetto al 2018 che però non può bastare: parliamo sempre di più di tre morti bianche al giorno, considerando anche festivi e prefestivi, un tributo di sangue inaccettabile. Gli infortuni accertati “sul lavoro” sono 628 (il 17,2% in meno rispetto al 2018), di cui 362, circa il 57,6%, “fuori dell’azienda” (52 casi sono ancora in istruttoria).

 

In aumento invece le denunce di malattia professionale

Per quanto riguarda, invece, le malattie professionali, i numeri del 2019 indicano ancora un aumento delle denunce rispetto al pari periodo del 2018. Si conferma, dunque, il progressivo incremento della numerosità che ha caratterizzato l’ultimo decennio (oltre il 40% in più rispetto alle denunce del 2010): l’emersione del fenomeno è ascrivibile sia alle campagne di sensibilizzazione sulla tutela assicurativa, sia agli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle malattie che godono della presunzione legale di origine lavorativa.

Le denunce di malattia sono state 61.201, il 2,9% in più rispetto al 2018. È stata riconosciuta la causa professionale al 36,7% (il 2,7% è ancora “in istruttoria”). Va precisato che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43 mila e 700, di cui il 40,3% per causa professionale riconosciuta. Sono stati poco più di 1.500 i lavoratori con malattia asbesto-correlata. I lavoratori deceduti nel 2019 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.018 (il 24,6% in meno rispetto al 2018), di cui 212 per silicosi/asbestosi.

Il commento del presidente Inail

Per contrastare il dramma degli incidenti sul lavoro – ha sottolineato il Presidente Bettoni – sono necessarie azioni sinergiche, determinate e responsabili da parte di tutti gli attori istituzionali, le parti sociali, il mondo produttivo e la società civile. Proseguire nel cammino tracciato è irrinunciabile, ma non ancora sufficiente. Per fare della sicurezza una vera priorità sociale e attuare, finalmente, un deciso cambio di passo occorre richiedere a tutti un impegno straordinario e, soprattutto, prestare ascolto ai numerosi e autorevoli richiami del Capo dello Stato”.