Articolo Pubblicato il 1 giugno, 2020 alle 10:30.

Quali sarebbero stati i numeri senza coronavirus, verrebbe da chiedersi.

Il 28 maggio l’Inail ha diffuso i dati (provvisori) del fenomeno infortunistico al primo quadrimestre del 2020, che sono logicamente diminuiti rispetto allo stesso periodo del 2019 considerati i due mesi di lockdown, ma molto meno di quanto era lecito attendersi: le morti bianche sono state comunque tante, 280 in quattro mesi, ossia quasi due e mezzo al giorno considerando anche prefestivi e festivi, solo 23 in meno di quelle, 303, registrate nei primi quattro mesi dell’anno precedente (-7,6%).

 

Le denunce d’infortunio

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate complessivamente all’Istituto entro il mese di aprile 2020 sono state 172.319, in diminuzione di oltre 38mila casi rispetto alle 210.720 del primo quadrimestre 2019 (-18,2%). Diminuzione influenzata soprattutto dal sostenuto calo delle denunce registrate nei mesi di marzo-aprile di quest’anno, 34mila in meno rispetto a marzo-aprile 2019 (-32,8%), a causa dello stop di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da Covid-19.

I dati rilevati al 30 aprile di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 180.311 a 152.659 (-15,3%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che hanno fatto registrare un calo del 35,3%, da 30.409 a 19.660. Il confronto dei soli mesi di marzo-aprile documenta come le diminuzioni siano molto più marcate (rispettivamente, -27,5% e -69,7%).

La dinamica per settori, aree, sesso e nazionalità: in controtendenza la Sanità

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nel primo quadrimestre 2020 è diminuito dell’8,6% nella gestione Industria e servizi (dai 155.588 casi del 2019 ai 142.256 del 2020), del 25% in Agricoltura (da 10.199 a 7.651) e del 50,1% nel Conto Stato (da 44.933 a 22.412). Per quest’ultima gestione, in particolare, si è registrato tra marzo e aprile un crollo delle denunce, dalle circa 22mila del 2019 alle quasi 1.400 del 2020 (-93,7%), per effetto dell’utilizzo della prestazione lavorativa in modalità agile dalla quasi totalità dei dipendenti statali e dell’assenza degli studenti nelle scuole/università statali, chiuse per evitare il propagarsi del contagio.

In controtendenza rispetto all’andamento degli altri settori economici, il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale” ha registrato un forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +184% su base quadrimestrale e +388% su base bimestrale (marzo-aprile 2020 vs marzo-aprile 2019), passando dai circa quattromila casi di marzo-aprile 2019 ai quasi 19mila di marzo-aprile 2020 (circa tre denunce su quattro riguardano il contagio da Covid-19).

L’analisi territoriale evidenzia nei primi quattro mesi del 2020 un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più contenuto nel Nord-Ovest (-6,7%), e più accentuato nel Nord-Est (-21,8%), al Centro (-23,0%), al Sud (-26,6%) e nelle Isole (-23,8%). Se si limita il confronto al solo bimestre marzo-aprile, i cali registrati nelle singole ripartizioni geografiche risultano più evidenti: -10% per il Nord-Ovest, -40% circa per Centro e Nord-Est e -50% circa per Sud e Isole.

La flessione che emerge dal confronto dei primi quadrimestri del 2019 e 2020 è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un -26,6% (da 132.811 a 97.441 denunce), mentre per quella femminile si attesta al -3,9% (da 77.909 a 74.878). Nei mesi di marzo-aprile, in particolare, rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente, le denunce si sono praticamente dimezzate per i lavoratori (-50,7%) e ridotte del -1,4% per le lavoratrici.

Tra gennaio e aprile il calo ha interessato sia i lavoratori italiani (-18,7%), sia quelli comunitari (-8,2%) ed extracomunitari (-18,0%), con diminuzioni percentuali praticamente raddoppiate se limitate al confronto del solo bimestre marzo-aprile. Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce, ma più contenute per i lavoratori tra i 45-64 anni.

 

I casi mortali: 280 in quattro mesi e quelli in occasione di lavoro sono aumentati sul 2019

Cime detto, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail nel primo quadrimestre del 2020 sono state 280 che, pur nella provvisorietà dei dati, mostrano un calo di 23 casi rispetto ai 303 registrati nello stesso periodo del 2019 (-7,6%).

A livello nazionale, rispetto ai primi quattro mesi del 2019, si registra però una riduzione solo degli infortuni in itinere, passati da 99 a 60 (-39,4%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono addirittura aumentati da 204 a 220 (+7,8%). Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 268 a 253 denunce) e l’Agricoltura (da 33 a 15), mentre il Conto Stato ha registrato 10 casi in più (da 2 a 12).

Tre gli incidenti plurimi avvenuti nel primo quadrimestre di quest’anno: il primo in gennaio, costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto, il secondo in febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi, e l’ultimo in marzo, con due vittime in un incidente stradale in provincia di Torino. Lo scorso anno, invece, gli incidenti stradali plurimi avvenuti tra gennaio e aprile erano stati sette, con 14 casi mortali denunciati.

La dinamica per aree geografiche, sesso, nazionalità ed età

Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di 10 casi mortali nel Nord-Est (da 61 a 51), di 25 al Centro (da 69 a 44), di due al Sud (da 64 a 62) e di 11 nelle Isole (da 30 a 19). Il Nord-Ovest si contraddistingue, invece, per un incremento di 25 casi mortali (da 79 a 104), complici gli aumenti della Lombardia (+18) e del Piemonte (+7).

Il decremento rilevato nel confronto tra i primi quadrimestri del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 277 a 256 (-21 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare due casi in meno, da 26 a 24. In calo sia le denunce di infortuni mortali dei lavoratori italiani (da 247 a 237), sia quelle dei comunitari (da 24 a 16) ed extracomunitari (da 32 a 27).

Dall’analisi per classi di età si contraddistinguono per un aumento dei decessi quelle tra i 30-34 anni e degli over 55, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre fasce.

 

Le denunce di malattia professionale

Infine, le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi quattro mesi del 2020 sono state 14.768, 6.456 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-30,4%). Anche in questo caso a influenzare la flessione è il numero delle denunce presentate tra marzo e aprile 2020, in riduzione del 62,2% rispetto allo stesso bimestre del 2019.

Nel primo quadrimestre 2020 si sono registrate diminuzioni delle denunce nell’Industria e servizi (-27,3%, da 16.830 a 12.231 casi), in Agricoltura (-43,3%, da 4.172 a 2.365) e nel Conto Stato (-22,5%, da 222 a 172). Dall’analisi territoriale dei dati emergono cali delle patologie denunciate nel Nord-Ovest (-40,9%), nel Nord-Est (-34,6%), al Centro (-25,9%), al Sud (-35,6%) e nelle Isole (-11,6%).

In ottica di genere si rilevano 4.690 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 15.449 a 10.759 (-30,4%), e 1.766 in meno per le lavoratrici, da 5.775 a 4.009 (-30,6%). Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 19.732 a 13.716, pari a un calo del 30,5%), sia quelle dei lavoratori comunitari (da 514 a 362, -29,6%) ed extracomunitari (da 978 a 690, -29,4%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori: tutte registrano diminuzioni nei periodi in esame.