Articolo Pubblicato il 17 gennaio, 2018 alle 10:42.

COMUNICATO STAMPA

A 17 GIORNI DALLA SUA MORTE NON POSSONO ANCORA SEPPELLIRLO

Continua la snervante attesa dei familiari di Carletto Ortolan: la Procura ha aperto

un fascicolo ma non ha deciso se effettuare l’autopsia. Nel frattempo, niente funerali

Non bastava l’improvvisa e per ora inspiegabile perdita del proprio caro: i familiari, in attesa da giorni di decisioni dalla Procura di Rovigo in merito all’eventuale autopsia, non sanno ancora quando potranno dare degna sepoltura a Carletto Ortolan, deceduto quasi tre settimane fa.

Il 67enne commerciante di automobili di Taglio di Po il 28 dicembre era stato trasportato in ambulanza, in preda a forti dolori addominali, al Pronto Soccorso della Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro, ospedale privato accreditato con il servizio sanitario nazionale, salvo essere dimesso poco dopo con la sola prescrizione di una terapia antibiotica, nonostante le insistenze da parte dei suoi familiari che ne sollecitavano il ricovero.

Due giorni dopo, persistendo i dolori, il paziente è tornato al Pronto Soccorso del nosocomio di Porto Viro dove i medici hanno finalmente deciso di sottoporlo ad accertamenti approfonditi, all’esito dei quali, dopo un paio d’ore, è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva. I sanitari hanno avvisato i familiari che la situazione era molto grave, e infatti alle 23.30 dello stesso 30 dicembre 2017 Carletto Ortolan è deceduto.

Sconvolti dal dolore, e non riuscendo a capacitarsi dell’improvvisa tragedia, i congiunti, per il tramite del consulente personale Luigi Peron, per ottenere risposte e giustizia si sono rivolti a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, compresi i presunti casi di mala sanità, a tutela dei diritti dei cittadini, e martedì 2 gennaio 2018 hanno presentato un esposto alla magistratura presso la stazione dei carabinieri di Taglio di Po, chiedendo all’autorità giudiziaria di avviare gli opportuni accertamenti sul caso, onde verificare eventuali profili di responsabilità penale in capo ai medici che hanno preso in cura la vittima, ovvero la struttura ospedaliera di pertinenza, e di disporre, se necessario, anche l’acquisizione della cartelle cliniche integrali nonché l’esame autoptico: la stessa direzione della Casa di Cura, per vederci chiaro, ha sottoposto la salma al riscontro diagnostico, un’autopsia interna, all’ospedale di Rovigo.

La tragedia, peraltro, ha destato profondo sconcerto nell’opinione pubblica: ha presentato un’interrogazione a risposta scritta anche la consigliera regionale Patrizia Bertelle, chiedendo che la Giunta regionale accerti se si sia trattato di un caso di mala sanità e se la struttura sanitaria in questione abbia applicato tutte le pratiche mediche previste.

Dopo una lunga attesa di indicazioni dalla Procura rodigina, giovedì 11 gennaio 2018, si è ufficialmente appreso che il Pubblico Ministero titolare del caso, il dott. Fabrizio Suriano, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, per il momento a carico di ignoti, che ha sequestrato tutte le cartelle cliniche e ordinato l’acquisizione del referto del riscontro diagnostico. Sembrava che la situazione si fosse sbloccata, ma a tutt’oggi, martedì 16 gennaio 2018, il Sostituto Procuratore non ha ancora deciso se disporre o meno anche l’esame autoptico incaricando un proprio consulente tecnico, e d’altra parte in assenza del nulla osta la famiglia non può ovviamente fissare il funerale. Di qui l’accorato appello alla Procura di assumere al più presto una decisione in merito in modo che Carletto Ortolan possa finalmente riposare in pace e i suoi familiari possano porre fine almeno a questo strazio.

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