Articolo Pubblicato il 4 gennaio, 2017 alle 9:56.

TESTATA: Latina.biz – 04/01/2017

Qui si possono elencare tutte le varie situazioni e  vocaboli del caso, ossia destino, fato,incompetenza, imperizia, e più ne ha più ne metta, ma un fatto è accertato: una donna di 31 anni è morta in seguito ad banale operazione chirurgica. Sara Roncucci, questo era il suo nome, ed i familiari ovviamente adesso vogliono ricercare le responsabilità di quanto è accaduto. Il fatto più importante e che è morta lontano da casa sua, deceduta il 27 dicembre in una casa di cura in provincia di Bergamo, la Habilita di Zingonia di Ciserano, dove stava effettuando la riabilitazione per i gravi danni neurologici subiti dopo un intervento di mini by-pass gastrico. I familiari hanno sporto querela presso il comando dei carabinieri di Zingonia e, per far luce sui fatti e avere giustizia, si sono rivolti a Studio 3A specializzata nella valutazione delle responsabilità civili e penali: la Procura di Bergamo ha aperto un procedimento per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti. Ma che cosa è accaduto affinché si verificasse questo triste epilogo? Il calvario della donna iniziò il 2 settembre quando la 31enne, originaria della Campania ma residente a Latina,  madre di due figli di 12 e di soli 3 anni, a causa del peso eccessivo si sottopone a un intervento chirurgico di “mini by pass gastrico” all’ospedale  delle Scotte di Siena. L’operazione sembrava perfettamente riuscita: l’8 settembre Sara viene dimessa e torna a casa, a Latina. La notte seguente, tuttavia, la 31enne accusò forti dolori addominali, coliche e vomito, e venne trasportata in ambulanza dal personale del 118 al pronto soccorso dell’ospedale S. Maria Goretti , “da dove però viene subito dimessa dopo brevi accertamenti”, ha fatto sapere lo studio 3A: “le riscontrano un lieve versamento di liquido e la rimandano a casa prescrivendole un antidolorifico”. I dolori persistevano  e a quel punto, l’indomani, 10 settembre, il suo compagno la riportò personalmente al pronto soccorso dell’ospedale di Latina, dove la situazione precipitò in poco tempo: mentre la sottoponevano alla Tac andava in arresto cardiaco e i medici dovettero rianimarla. L’esame evidenziò una grave emorragia addominale, che il chirurgo in servizio addebitò alla rottura di una “graffetta”, uno dei punti interni del by pass gastrico praticatole pochi giorni prima a Siena. La operarono d’urgenza per bloccare l’emorragia con peritonite e la trasferirono in Rianimazione, in coma farmacologico. “Dopo un mese di incertezza in Terapia Intensiva, durante il quale va incontro ad altre problematiche, tra cui una grave crisi respiratoria, e viene sottoposta anche alla tracheotomia, il 18 ottobre Sara Roncucci viene nuovamente operata per ripristinare la canalizzazione gastrica, le sospendono il coma farmacologico e le inseriscono un sondino per l’alimentazione”, ha raccontato ancora lo studio legale. “I medici la dichiarano presto fuori pericolo, purtroppo però l’arresto cardiaco e le successive vicissitudini cliniche hanno causato nella paziente danni neurologici importanti: apre solo gli occhi”. Dopo un altro mese di degenza nel nosocomio cittadino,  il 7 dicembre venne trasferita presso una clinica specializzata nella riabilitazione neurologica di Ciserano, a Bergamo. La diagnosi d’ingresso è delicata: “disordine della coscienza con stato di veglia non responsiva, doppia emiplegia, disfagia, deficit di controllo del capo e del tronco”, tutte conseguenze dell’encefalopatia anossico/ischemica secondaria all’arresto cardiocircolatorio subito il 10 settembre. Durante il mese di dicembre la donna, pur essendo ancora in stato di incoscienza dal punto di vista neurologico, manifesta buone condizioni di salute generale, ma il 26 dicembre la situazione precipitò definitivamente: il giorno di Santo Stefano il fratello notò che la sorella ha problemi di respirazione dovuti a forte catarro, che un’infermiera provvedeva ad aspirare. Ma poco dopo la mezzanotte, alle 0.40 di lunedì 27 dicembre, i familiari vengono avvisati dalla struttura che Sara ha subìto un altro arresto cardiaco mettendo fine alle sue sofferenze. Il giorno stesso i familiari si sono recati nella locale stazione dei Carabinieri, esponendo i fatti e i tanti interrogativi di questa odissea. Perché ha ceduto il punto del mini by pass gastrico praticatole all’ospedale di Siena? Perché al primo accesso al pronto soccorso a Latina la paziente è stata rimandata a casa? Alla casa di cura di Bergamo i sanitari hanno saputo gestire la crisi respiratoria? Il Pm della Procura di Bergamo Gianluigi Dettori ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti, e ha già disposto il sequestro di tutte le cartelle cliniche e l’autopsia sulla salma, trasferita nell’obitorio dell’ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo: l’esame autoptico si terrà l’11 gennaio. Nel frattempo dolore e disperazione per questa famiglia che ha perso il punto di riferimento femminile di governo della famiglia. Il dolore mai sarà sopito sopratutto da parte dei figli. E con tutta probabilità saranno indagati diversi medici e per le strutture sanitarie coinvolte si profila una lunga battaglia legale con una richiesta di risarcimento di svariate centinaia di migliaia di euro.