Articolo Pubblicato il 9 giugno, 2020 alle 9:00.

L’incidente è successo due anni fa, il piccolo è finito all’ospedale e gli è rimasta una brutta cicatrice. Nessun risarcimento, però, dall’Amministrazione comunale

Più che una buca era un “fosso” quello scavato sotto quell’altalena e c’era da aspettarsi che prima o dopo qualche bambino si sarebbe fatto male. Com’è puntualmente successo. Ma il Comune di Monopoli continua a negare qualsiasi responsabilità sull’infortunio “annunciato” capitato il 22 luglio del 2018 a un piccolo del posto che allora aveva appena tre anni (ne avrebbe compiuti quattro di lì a pochi giorni).

E accaduto tutto in pochi istanti. Erano le otto e mezza di sera di una bella giornata d’estate quando il bimbo, che si era recato con la mamma al parco giochi comunale di via Procaccia, scendendo dall’altalena ha messo il piedino nella (troppo) profonda buca che si trovava sotto il gioco, ha perso l’equilibrio ed è caduto all’indietro e sbattendo pesantemente il capo sul brecciolino: non vi era infatti nessun tappeto in gomma o in erba sintetica che potesse livellare il terreno o parare il colpo, come invece in altre parti del parco.

La porzione dove si trovava il bambino, infatti, doveva ancora essere ultimata, ma nessun cartello di avviso o di pericolo era stato installato in tal senso.

La mamma ha immediatamente condotto il figlioletto, che per fortuna non ha perso conoscenza me che piangeva per i dolori e per lo shock e che perdeva molto sangue dalla testa, al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, e di qui in Pediatria, dove gli hanno riscontrato un trauma cranico non commotivo e un’estesa ferita lacero contusa nella regione occipitale che ha avuto bisogno dell’apposizione di svariati punti di sutura: il piccolo porterà per tutta la vita il “ricordo” di quella brutta esperienza perché ancora oggi gli è rimasta una profonda cicatrice.

La madre del bimbo, attraverso l’Area manager e responsabile della sede di Bari, Sabino De Benedictis, si è quindi affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, per essere risarcita, non solo e tanto per le lesioni subite dal figlio, fortunatamente non gravi, ma anche e soprattutto per una questione di principio e perché incidenti del genere non avessero a ripetersi: la mancata manutenzione da parte del Comune di quel gioco era evidente, omissione tanto più grave a fronte del fatto che ad essere messa a rischio era l’incolumità di minori e in tenera età.

Studio3A ha quindi chiesto i danni all’Amministrazione comunale di Monopoli, allegando anche foto del luogo, tutta la documentazione medica e le dichiarazioni di alcuni testimoni che avevano visto e confermavano la dinamica dell’episodio, ma l’Ufficio Lavori Pubblici e manutenzione ha respinto la richiesta risarcitoria, asserendo che non sussisterebbero gli elementi per addebitare al Comune “qualsivoglia causa del sinistro in oggetto”: posizione da cui in quasi due anni la Città di Monopoli non si è mai schiodata, non fornendo neppure le coperture assicurative per poter trattare direttamente con la sua compagnia dei assicurazione per la responsabilità civile verso terzi. Per la mamma e il suo figlioletto un altro schiaffo dal loro Comune, che li costringerà anche ad adire le vie legali.