Articolo Pubblicato il 30 luglio, 2016 alle 17:07.

TESTATA: Messaggero Veneto – 30/07/2016

Invasione di corsia e incidente.

Rossella Scala, valletta a Tpn, uscì dal coma ma rimase invalida. Processo a camionista, funzionario Anas e manutentore stradale.

Era il 5 gennaio, mancavano 24 ore al suo compleanno. Partita da casa, al volante della Fiat Punto della mamma, Rossella Scala, 23 anni, studentessa universitaria di Teglio Veneto, modella e valletta di un conosciuto programma su Telepordenone, stava raggiungendo il municipio di San Stino di Livenza, dove svolgeva un tirocinio formativo presso i locali servizi sociali nell’ambito di uno stage dell’Università Ca’ Foscari.

Giunta alla sommità del cavalcavia costruito per superare lo snodo tra la variante e la provinciale 251, in via Pordenone, un autoarticolato Iveco condotto da Aleksandar Cvijanovic, 37 anni, di origine bosniaca ma residente a San Vito al Tagliamento, complice anche il fondo stradale ghiacciato, invade la corsia opposta, dove sta sopraggiungendo la ragazza.

Lo scontro frontale è tremendo. Rossella viene trasportata all1 ospedale dell’Angelo di Mestre in condizioni disperate, con politraumi cranico, toracico e addominale: arriva in coma. Per giorni lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione, in prognosi riservata. Alla fine esce dal tunnel: è viva, ma il prezzo da pagare è altissimo. La ragazza, sottoposta a numerosi interventi chirurgici (tra cui tromboectomia meccanica parziale e craniotomia decompressiva), riporta un “grave politraumatismo con, in particolare, dissecazione traumatica dell’arteria carotide sinistra foriera di ischemia cerebrale fronto-temporo-parietale sinistra”. Nonostante piccoli progressi, che hanno del miracoloso rispetto alle previsioni dei medici (ha un po’ ripreso l’uso della parola), il danno ischemico cerebrale e l’emiplagia destra causano conseguenze invalidanti permanenti. Non solo Rossella non potrà più riprendere i suoi studi universitari, ma non sarà più autosufficiente per tutta la sua esistenza.

I familiari, per ottenere giustizia, si rivolgono a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini. I periti fanno il loro lavoro e la procura della Repubblica di Pordenone il suo. Il pm Federico Facchin dispone l’atto di citazione a giudizio di fronte al giudice di pace di Pordenone per concorso in lesioni personali gravissime nei confronti di Cvijanovic, l’autista del camion, di Paolo Fiorentino, 64 anni, di Noventa Padovana, funzionario Anas Capo del centro manutentorio n, 1, responsabile della sicurezza della viabilità del tratto stradale dove si verificò l’incidente, di pertinenza dell’Anas, «avendo omesso di vigilare e fare in modo che venissero adottate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza della circolazione stradale ed in particolare lo spargimento di materiale antighiaccio essendo il manto stradale ghiacciato al momento dell’incidente» e di Piergiorgio Michieletto, 56 anni, di Martellago, legale rappresentante della Fms F.lli Michieletto Strade srl, che ha in appalto la manutenzione invernale della strada di competenza Anas, perché «ometteva di provvedere, ovvero di far provvedere, allo spargimento di materiale antighiaccio nel luogo dell’incidente che è ubicato sulla sommità di un cavalcavia stradale».

Processo il 2 dicembre.