Articolo Pubblicato il 4 ottobre, 2019.

Pesanti le violazioni e le responsabilità ascritte dal Pm all’indagata: udienza preliminare, il 17 marzo. Il sinistro risale al 24 maggio 2018

Inizierà il 17 marzo 2020 il processo per la tragica ed ennesima morte sulla Statale 106 di Antonio Caligiuri. A conclusione delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura di Castrovillari, dott. Antonino Iannotta, ha chiesto il rinvio a giudizio per R. C., la 57enne di Corigliano Rossano accusata di omicidio stradale per aver causato il terribile incidente di cui è rimasto vittima il 64enne di Crosia, nel Cosentino. E il Gip del Tribunale di Castrovillari, dott. Luca Colitta, in relazione alla richiesta ha fissato l’udienza preliminare appunto per il 17 marzo alle 9.30.

Il sinistro, successo il 24 maggio 2018, aveva destato vasta eco, anche perché Caligiuri, noto imprenditore della zona, sosteneva l’Associazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” che si batte proprio per ammodernare e mettere in sicurezza una delle arterie più pericolose d’Italia e per ridurre il suo pesante tributo di sangue, che continua anche nel 2019: le vittime finora sono state dieci, nel solo tratto calabrese.

L’incidente si era verificato in Contrada Amarelli, nel comune di Corigliano Rossano, appunto sulla SS106 radd. tra il chilometro 4 e 5. La vittima, verso le 13, stava procedendo in direzione di marcia Sibari-Crotone con il suo Fiat Scudo quand’è stato travolto dalla Volkswagen Tiguan condotta da R. C., che gli ha tagliato la strada con una scriteriata inversione a “U”: il violento impatto con il fuoristrada, proprio nella parte anteriore sinistra del furgone, quello lato guida, non la lasciato scampo a Caligiuri.

Trasportato in condizioni disperate all’ospedale con fratture costali multiple, la frattura dello sterno e del femore in un quadro politraumatico molto delicato, dopo quasi un mese di agonia, il 18 giugno 2018, il 64enne è spirato, lasciando nella disperazione i suoi cari: la moglie Rita, i figli Leonardo e Carmela e gli amati nipoti i quali, per fare piena luce sull’incidente e ottenere giustizia, attraverso il consulente personale Luigi Cisonna, si sono affidati a Studio 3A-Valore Spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che segue diversi altri gravi incidenti occorsi sulla 106 e collabora da tempo con l’Associazione Basta Vittime. 

La Procura di Castrovillari, sulla scorta dei verbali della Polizia Stradale di Rossano che ha effettuato i rilievi, per il tramite del Pm dott. Iannotta, ha aperto un procedimento penale e iscritto nel registro degli indagati l’automobilista, inizialmente per il reato di lesioni stradali gravissime e poi di omicidio stradale. E, a conclusione delle indagini preliminari, il Sostituto Procuratore ne ha chiesto il rinvio a giudizio perché, si legge nell’atto, “in qualità di conducente del veicolo Volkswagen Tiguan, proveniente da via Epiro, senza concedere la precedenza all’autocarro Scudo che percorreva la SS 106 Jonica in direzione di marcia Sibari-Crotone, eseguiva una manovra vietata di svolta a sinistra impegnando la carreggiata stradale con l’intento di immettersi sulla SS 106 Jonica Radd. verso Taranto, così cagionando per colpa ala morte di Antonio Caligiuri conducente dell’autocarro”.

Più in particolare, la Procura imputa all’automobilista di “aver eseguito la manovra di svolta a sinistra, partendo dall’ampio spazio posto oltre il margine destro della carreggiata, in violazione della segnaletica stradale verticale e orizzontale presente (il segnale di obbligo di svoltare a destra e la linea continua di mezzeria) e di aver impegnato la carreggiata stradale senza prima assicurarsi di poter effettuare la manovra vietata di svolta a sinistra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, non tenendo conto della posizione, della distanza e della direzione di marcia dell’autocarro Fiat Scudo”, provocando  in tal modo la fatale “collisione tra la parte anteriore sinistra dell’autovettura da lei condotta e la parte anteriore sinistra dell’autocarro”. Il 17 marzo inizierà dunque un processo da cui i congiunti di Caligiuri e Studio3A si aspettano giustizia.

Così come l’Associazione Basta Vittime che – attraverso il suo Presidente, Ing. Fabio Pugliese – ha dichiarato di avere “grande fiducia nella Magistratura e nella Giustizia, che certamente faranno quanto devono. Sia io che l’Associazione non smetteremo mai di ricordare a tutti che sulla S.S. 106 occorre stare attenti, rispettare le regole del codice della strada e, soprattutto, occorre ricordare che un nostro sbaglio può essere letale per la nostra vita o per quella degli altri.