Articolo Pubblicato il 9 giugno, 2016 alle 20:16.

TESTATA: Veneziatoday – 09/06/2016

Se la caverà ma ne avrà per dei mesi C.C., la venticinquenne di Salzano rimasta coinvolta mercoledì primo giugno, sul Ponte della Libertà, in un incidente con il tram. La giovane, poco dopo le 7 del mattino, è rimasta in panne con il suo furgone, ha accostato sulla destra ed è scesa per sistemare il triangolo, ma non ha fatto in tempo: proprio in quel mentre è sopraggiunto un mezzo della linea T1 in viaggio da Venezia a Mestre, il cui conducente non ha frenato in tempo per evitare l’impatto. Il “siluro” ha tamponato il furgone che a sua volta ha travolto la ragazza, rovinata a terra oltre il guardrail.

La ragazza è stata trasportata all’ospedale dell’Angelo e operata d’urgenza, poi ricoverata per un paio di giorni in Rianimazione. Ora è fuori pericolo, ma ha riportato diverse fratture e lesioni: la sua prognosi non è stata ancora definita, ma sarà probabilmente di oltre 40 giorni più riabilitazione. La giovane e la sua famiglia si sono quindi rivolti a Studio 3A, società specializzata in valutazione delle responsabilità civili e penali, che si è attivata per ottenere un risarcimento.

La ragazza e i suoi familiari chiedono giustizia e sollecitano il Comune di Venezia, Veneto Strade e Actv a porre rimedio alla viabilità relativa al tram: “Si sta rivelando uno stillicidio di incidenti – attacca Studio 3A – come confermato anche dalla tragedia accaduta l’8 giugno, a solo una settimana di distanza”. “I nostri assistiti si aspettano una risposta – spiega Ermes Trovò, presidente di Studio 3A – non solo dal punto di vista risarcitorio ma anche, più in generale, della sicurezza legata alla circolazione del tram. La ragazza ha rischiato di perdere la vita; ieri sera, nello stesso tratto di strada, una donna è deceduta dopo essere svicolata con il suo scooter sui binari, ed è solo l’ultimo, tragico caso sul genere che ha riguardato pedoni, ciclisti e centauri”.

“Noi e i nostri assistiti – conclude Trovò – ci chiediamo, in particolare, perché non venga attuata, quanto meno nei tratti di strada più trafficati e insidiosi come il Ponte della Libertà, la soluzione delle corsie riservate al tram, che pure era stata inizialmente prevista. Non si può più restare inermi di fronte a questi ripetuti drammi”.