Articolo Pubblicato il 25 aprile, 2020 alle 10:30.

Come si temeva, la montagna ha partorito il topolino. Il 24 aprile 2020 il Parlamento ha approvato la conversione in legge del D.L. 18/2020, cosiddetto Cura Italia, del 17 marzo 2020.

Il via libero definitivo è arrivato dalla Camera (con 229 sì e 123 no), che però non ha apportato alcuna variazione rispetto al testo già approvato dal Senato e che il Governo aveva “blindato” ponendo la fiducia.

 

Assicurati doppiamente danneggiati dal blocco da Covid-19

Sul versante assicurativo, com’è noto, da più parti si era levata forte la richiesta di attuare un intervento governativo a favore dei milioni di assicurati che, oltre al disagio di non potersi muovere per le restrizioni imposte dall’emergenza coronavirus, si ritrovano anche la salata beffa di dover comunque pagare la polizza dell’assicurazione per veicoli pressoché fermi, a tutto vantaggio delle compagnie.

Perché è chiaro che, a fronte di cali di traffico nell’ordine dell’80%, anche gli incidenti sono notevolmente diminuiti, di un buon 60%, e quindi il rischio assicurativo per le imprese di assicurazione, se non è proprio nullo, è decisamente crollato. Considerando circa due mesi di stop, dal 10 marzo al 3 maggio – data della possibile riapertura -, si stima una perdita media per assicurato di 60 euro.

La petizione di Studio3A per prorogare la scadenza delle polizze

Studio3A è stato uno dei primi, se non il primo, ad avanzare una proposta forte in tal senso, lanciando una petizione on-line, indirizzata al Ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, per chiedere che la scadenza delle polizze fosse prorogata per lo stesso periodo di durata del blocco alla circolazione imposto dalla pandemia: petizione firmata anche dall’On. Paolo Russo, che aveva annunciato un emendamento in tal senso da presentare a Montecitorio al Cura Italia. Ma, come detto, non è bastato.

 

L’unica agevolazione resta la proroga di 15 giorni del periodo di tolleranza

Le uniche modifiche rispetto al testo originario all’articolo del Dl che riguarda le assicurazioni, il n. 125, rimangono dunque quelle contenute nel maxi-emendamento approvato a Palazzo Madama.

La prima va a meglio precisare l’unica vera agevolazione introdotta dal Decreto Legge per gli assicurati, ossia l’ampliamento del cosiddetto periodo di tolleranza.

Si chiarisce, cioè, che la proroga di 15 giorni (cioè da 15 a 30) del termine “di cui all’articolo 170-bis, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (il Codice della Assicurazioni, ndr), entro cui l’impresa di assicurazione è tenuta a mantenere operante la garanzia prestata con il contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizza, vale per “i contratti scaduti e non ancora rinnovati e per i contratti che scadono nel periodo compreso tra il 21 febbraio 2020 e il 31 luglio 2020”.

Anche le compagnie però hanno ottenuto le loro proroghe

Per inciso, però, anche le compagnie hanno ricevuto in cambio la loro bella proroga, visto che il Cura Italia ha altresì dilazionato di ulteriori 60 giorni i termini posti a carico delle imprese per formulare la propria offerta di risarcimento o per comunicare i motivi del diniego.

Conseguentemente, per i soli danni materiali il termine è aumentato a 90 giorni, ove il modello di constatazione amichevole d’incidente sia sottoscritto da entrambi i conducenti, ed aumentato a 120 giorni ove il modello stesso sia sottoscritto da uno soltanto dei conducenti. Per quanto riguarda i danni alla persona ed i sinistri mortali il termine è aumentato a 150 giorni: cinque mesi.

Anche ’Ivass, l’Istituto di Vigilanza, con provvedimento datato 23 marzo 2020, ha provveduto ad allungare i termini per la gestione dei reclami, stabilendo che le imprese di assicurazione sono tenute a dare riscontro agli stessi entro 75 giorni (anziché 45).

 

La possibilità di sospendere senza oneri la polizza

Di fatto, quindi, l’unica autentica novità rispetto al testo iniziale apportata dal maxi-emendamento riguarda l’aggiunta del comma 2-bis, che recita, testuale: Su richiesta dell’assicurato possono essere sospesi, per il periodo richiesto dall’assicurato stesso e sino al 31 luglio 2020, i contratti di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.

La sospensione opera dal giorno in cui l’impresa di assicurazione ha ricevuto la richiesta di sospensione da parte dell’assicurato e sino al 31 luglio 2020. Conseguentemente le società assicuratrici non possono applicare penali o oneri di qualsiasi tipo in danno dell’assicurato richiedente la sospensione e la durata dei contratti è prorogata di un numero di giorni pari a quelli di sospensione senza oneri per l’assicurato. La sospensione del contratto conseguita in applicazione del presente comma è aggiuntiva e non sostitutiva di analoghe facoltà contrattualmente previste in favore dell’assicurato, che restano pertanto esercitabili.

Durante il periodo di sospensione previsto dal presente comma, il veicolo per cui l’assicurato ha chiesto la sospensione non può in alcun caso circolare né stazionare su strada pubblica o su area equiparata a strada pubblica in quanto temporaneamente privo dell’assicurazione obbligatoria, ai sensi dell’articolo 2054 del codice civile, contro i rischi della responsabilità civile derivante dalla circolazione”.

 

Ma così il mezzo dovrebbe restare fermo, e l’assicurazione non ci perde nulla

Dunque, l’assicurato può sospendere la polizza senza oneri anche laddove questa possibilità non sia prevista da contratto, ma non può muovere l’auto: le assicurazioni non ci perderanno nulla e questa opportunità, peraltro, sarà sfruttata da pochi, perché significherebbe appunto dover rinunciare in toto all’auto, anche per i piccoli spostamenti necessari come andare a fare la spesa o in farmacia, e perché ormai si sta andando verso una graduale riapertura.

Le compagnie si metteranno una mano sulla coscienza?

Dunque, la politica ha lasciato di fatto alle singole imprese la facoltà di assumere interventi più sostanziosi e peraltro equi. Finora solo Unipol ha annunciato la restituzione di un mese di copertura ai suoi circa dieci milioni di clienti.

Dopo varie sollecitazioni, con una nota del 16 aprile 2020, è uscita allo scoperto anche l’Ania. L’associazione che raggruppa le compagnie del settore ha “assicurato”, testuali parole, che “anche nel settore della RCA, oltre alle facilitazioni introdotte dalle recenti normative, le compagnie metteranno in campo delle iniziative specifiche, studiate in piena autonomia, per restituire alla collettività il beneficio derivante dal calo della frequenza dei sinistri in questo periodo”.

Ma si tratta di un impegno molto ma molto vago.