Articolo Pubblicato il 26 febbraio, 2020 alle 10:00.

All’inizio di febbraio 2020 l’Inail ha presentato i primi dati del fenomeno infortunistico relativi al 2019 e si tratta di numeri ancora una volta drammatici.

 

In aumento le denunce d’infortunio

Le denunce di infortunio presentate all’istituto nel 2019 sono addirittura aumentate di 915 rispetto al 2018, passando da 640.723 a 641.638 (+0,1%): parliamo di 1.758 al giorno, e sarebbero ancora di più considerando le sole giornate lavorative dell’anno.

Anche se, va precisato, l’incremento riguarda i casi avvenuti “in itinere”, cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 98.446 a 100.905 (+2,5%), mentre quelli “in occasione di lavoro” sono scesi da 542.277 a 540.733 (comunque, di appena -0,3%).

L’analisi per settore e territori

Tra gennaio e dicembre 2019 il numero degli infortuni denunciati è diminuito dello 0,05% nella gestione Industria e servizi (dai 501.740 casi del 2018 ai 501.496 del 2019) e dell’1,5% in Agricoltura (da 33.180 a 32.692), mentre è aumentato dell’1,6% nel Conto Stato (da 105.803 a 107.450).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce d’infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (+ 0,1%), nel Centro (+1,2%) e nelle Isole (+0,5%), e una diminuzione nel Nord-Est (-0,1%) e al Sud (- 0,8%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano Sardegna (+4,2%), Basilicata (+2,7%), Umbria (+2,2%) e Marche (+2,1%), mentre i decrementi maggiori sono quelli rilevati in Molise (-6,9%), Valle d’Aosta (-4,0%) e Abruzzo (-3,7%).

 

Infortuni per genere, nazionalità ed età

Il lieve aumento delle denunce che emerge dal confronto tra il 2018 e il 2019 è legato alla componente femminile, che registra un +0,5% (da 228.762 a 229.865 denunce), a differenza di quella maschile, in diminuzione dello 0,05% (da 411.961 a 411.773).

Altro dato che fa riflettere, l’incremento ha interessato essenzialmente i lavoratori extracomunitari (da 79.312 a 83.250, +5,0%), mentre le denunce di infortunio dei lavoratori italiani, che rappresentano circa l’83% del totale, sono in calo dello 0,5% (da 536.153 a 533.462) e quelle dei comunitari dell’1,3% (da 25.254 a 24.923).

Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 (+2,4%) e tra i 50 e 69 anni (+1,7%); in diminuzione del 2,5%, invece, le denunce dei lavoratori della fascia 30-49 anni, nella quale rientra il 40% dei casi registrati.

 

Gli incidenti mortali, 1089

Ma i dati più allarmanti riguardano gli infortuni mortali sul lavoro, le cui denunce presentate all’Inail nel corso del 2019 sono state 1.089, in pratica tre al giorno, sempre considerando tutti i 365 giorni dell’anno. Un numero inaccettabile ed è una consolazione molto magra che il dato sia in leggero calo, di 44 vittime, rispetto al 2018 (-3,9).

Un lieve e poco indicativo calo rispetto al 2018

Lo stesso Istituto, infatti, definisce la flessione “poco rassicurante e il raffronto tra i due anni poco significativo, in quanto il 2018 si è contraddistinto, rispetto al 2019, soprattutto per il maggior numero di incidenti plurimi”, quegli eventi cioè che causano la morte di almeno due lavoratori, che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del fenomeno. Tra gennaio e dicembre del 2018, infatti, gli incidenti plurimi sono stati 24 e hanno causato 82 vittime, quasi il doppio dei 44 lavoratori che hanno perso la vita nei 19 incidenti plurimi avvenuti nel 2019.

Inoltre, fa notare l’Istat, circa la metà dei decessi in incidenti plurimi nel 2018 è avvenuta nel solo mese di agosto, funestato soprattutto dai due incidenti stradali occorsi in Puglia, a Lesina e Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti, e dal crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 casi mortali denunciati all’Inail. Nel mese di agosto del 2019, invece, non sono stati registrati eventi di uguale drammaticità.

Gli ultimi mesi del 2019, invece, sottolinea l’Istituto, si sono contraddistinti per alcuni drammatici eventi mortali che hanno coinvolto, a settembre, quattro lavoratori indiani caduti in una vasca per la raccolta dei liquami in Lombardia e, a novembre, quattro operai nell’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio in Sicilia e altri tre travolti da un camion mentre erano impegnati in lavori di potatura in Puglia;

 

I settori e i luoghi più colpiti

Scendendo nel crudo dettaglio dei numeri del 2019, rispetto al 2018 emerge una riduzione di 41 denunce per i casi mortali occorsi “in itinere” (da 347 a 306) e di solo 3 denunce per quelli avvenuti “in occasione di lavoro” (da 786 a 783).

Il decremento ha interessato solo la gestione Industria e servizi, con 64 denunce mortali in meno (da 985 a 921), mentre l’Agricoltura ha presentato venti casi in più (da 131 a 151), e il Conto Stato lo stesso numero di decessi in entrambi i periodi (17).

L’analisi territoriale mostra una diminuzione delle denunce di infortuni sul lavoro con esito mortale nel Nord-Ovest (da 305 a 289), nel Nord-Est (da 273 a 251) e al Sud (da 258 a 233). In controtendenza il Centro che passa da 214 a 217 denunce e soprattutto le Isole (da 83 a 99). A livello regionale spiccano i decrementi rilevati in Liguria e Veneto (rispettivamente 20 e 17 decessi in meno) e gli incrementi in Sicilia (+16), nelle Marche e nella provincia autonoma di Bolzano (+11 per entrambe).

Le vittime: aumentano le morti bianche tra i lavoratori extracomunitari

L’analisi di genere, nel confronto tra il 2019 e il 2018, mostra un andamento decrescente per entrambi i sessi: 34 casi mortali in meno per gli uomini (da 1.029 a 995) e 10 in meno per le donne (da 104 a 94). Segno meno anche per le denunce di infortunio con esito mortale dei lavoratori italiani (da 952 a 884), che rappresentano l’81% del totale, mentre tra i comunitari si registrano dieci casi in più (da 51 a 61) e tra gli extracomunitari 14 casi in più (da 130 a 144).

L’analisi per classi di età, poi, mostra flessioni tra gli under 20 (-7 decessi), nella fascia 30-44 anni (- 39) e in quella 55-69 anni (-59), a fronte di 14 morti in più per i lavoratori tra i 20-29 anni e di 49 casi in più per quelli tra i 45 e i 54 anni.

 

In aumento anche le denunce di malattie professionali

Da ultimo le malattie professionali, le cui denunce protocollate dall’Inail nel 2019 sono state 61.310, 1.725 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,9%).

Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione Industria e servizi, da 47.424 a 49.378 (+4,1%), mentre sono diminuite in Agricoltura, da 11.491 a 11.294 (-1,7%), e nel Conto Stato, da 670 a 638 (-4,8%). Nella gestione industria e servizi è concentrato l’80,6% delle patologie denunciate nel 2019, seguita dall’Agricoltura (18,6%) e dal conto Stato (1,0%).

A livello territoriale, l’aumento ha riguardato il Nord-Est (+2,0%), il Centro (+2,4%), il Sud (+2,9%) e le Isole (+11,1%). Il Nord-Ovest, invece, si distingue per un calo dell’1,4%. Un caso su tre è denunciato al Centro, quasi uno su quattro al Sud, un quinto nel Nord-Est e oltre una su dieci sia nel Nord-Ovest che nelle Isole.

In ottica di genere, le denunce di malattia professionale sono state 648 in più per le lavoratrici, da 16.006 a 16.654, (+4,0%), e 1.077 in più per i lavoratori, da 43.579 a 44.656 (+2,5%); oltre un quarto dei casi è denunciato dalle donne.

In crescita sia le denunce dei lavoratori italiani (il 93% del totale), che sono passate da 55.659 a 56.993 (+2,4%), sia quelle dei comunitari, da 1.246 a 1.452 (+16,5%), ed extracomunitari, da 2.680 a 2.865 (+6,9%).

Le patologie più frequenti

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (38.492 casi), del sistema nervoso (6.678, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (4.311) continuano a rappresentare, anche nel 2019, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (2.809) e dai tumori (2.458).

Queste cinque malattie rappresentano quasi il 90% del totale dei casi denunciati all’Inail. Sono state, inoltre, protocollate 466 denunce di malattie professionali legate ai disturbi psichici e comportamentali e 407 per quelle della cute e del tessuto sottocutaneo. I casi di patologie del sistema circolatorio sono invece 249.