Articolo Pubblicato il 11 ottobre, 2020 alle 11:00.

Come già riportato in precedenza, nel 2019, sulle strade italiane, si sono registrati 172.183 incidenti con lesioni a persone, che hanno causato 3.173 decessi e 241.384 feriti.

In media, rispettivamente, 472 incidenti, 9 morti e 661 feriti ogni giorno. Ma la situazione varia anche di molto da territorio a territorio, per questo l’Istat e l’Aci, che realizzano il rapporto, hanno elaborato i dati anche a livello provinciale e non sono mancate le sorprese.

 

Venezia la provincia con il maggior aumento di vittime, Genova quella con il calo più rilevante

Amare per 43 province nelle quali il numero delle vittime è aumentato rispetto all’anno precedente, il 2018, con in testa Venezia (+20), seguita da Modena e Forlì-Cesena (+18): analogamente, a livello regionale le regioni che presentano un incremento maggiore di morti sulle strade sono proprio Emilia-Romagna (+36) e Veneto (+25), seguite dalla Campania (+17).

Risultati migliori invece per Genova (- 45 decessi), Roma e Firenze (-22), Sondrio (-16) e Sud Sardegna (-15). Sono sette le regioni che hanno fatto riscontrare un decremento apprezzabile di vittime: Liguria (-60), Lombardia (-45), Lazio (-43), Sardegna (-34), Toscana (-30), Calabria (-23) e Piemonte (-19).

 

In venti province i morti sono addirittura aumentati rispetto al 2010

E’ vero che dal 2010 al 2019, complessivamente, si sono verificati 6.035 decessi in meno a causa di incidente stradale, distribuiti diversamente sul territorio nazionale. Ma in venti province, il numero dei morti è aumentato rispetto a dieci anni fa: Chieti, Cosenza, Avellino, Piacenza, Gorizia, Imperia, Savona, Brescia, Como, Lodi, Macerata, Isernia, Asti, Bari, Enna, Ragusa, Trapani, Bolzano, Trento, Belluno.

In otto province, quasi tutte al Sud, l’indice di mortalità – ossia i morti per cento incidenti – è risultato più che doppio rispetto al valore medio nazionale (pari a 1,84), ossia Campobasso (5,56), Crotone (4,98), Vibo Valentia (4,62), Nuoro (4,57), Caserta (4,43), Vercelli (4,30), Catanzaro (4,18), Cosenza (4,12), Benevento (3,78) e Isernia (3,77), mentre Genova, Milano, Firenze, Monza, Savona e La Spezia sono le province in cui gli incidenti risultano meno gravi (qui l’indice di mortalità è inferiore ad 1 morto ogni 100 incidenti).

 

Solo cinque province hanno raggiunto l’obiettivo europeo 2020

Sconfortante, infine, il dato che solo cinque province italiane su 106 hanno raggiunto l’obiettivo Europeo per il 2020 facendo registrare una diminuzione di almeno il 50% della mortalità rispetto al 2010, Aosta, Barletta-Andria-Trani, Grosseto, Pordenone e Sondrio, e per altre 11 il calo è stato superiore al 40%.

I costi sociali

Un ultimo accenno anche agli enormi costi sociali degli incidenti, che sono ovviamente proporzionali alla dimensione e alla gravità del fenomeno: Roma e Milano sono le province che incidono di più sui costi sociali – rispettivamente, 1.326 e 1.073 milioni di euro, seguite da Torino e Napoli con 548 e 510 mln. Isernia, Enna, Oristano, Vibo Valentia e Aosta, quelle che pesano di meno sul totale nazionale, tutte con cifre inferiori ai 30 mln di euro.