Articolo Pubblicato il 17 gennaio, 2020 alle 17:57.

La tragica e inaccettabile morte di Niccolò Bizzarri, lo studente di 21 anni affetto da distrofia di Duchenne e costretto su una sedia a rotelle, deceduto il 13 gennaio 2020 all’ospedale di Santa Maria Nuova dopo essere caduto e aver battuto la testa sul selciato dissestato di piazza Brunelleschi, nel centro di Firenze, ha riaperto le discussioni e le polemiche sulle condizioni spesso vergognose in cui versano le strade italiane.

Buche e voragini non risparmiano l’asfalto di nessun tipo di strada, raccordi, statali, provinciali, vie urbane e persino autostrade, e, qual che è peggio, causano danni materiali, feriti e anche vittime, soprattutto tra gli utenti deboli, pedoni, ciclisti e motociclisti in primis.

 

Circa 1.500 incidenti da “buca” l’anno secondo l’Istat

Secondo i dati dell’Istat, nel 2018 nel nostro Paese quasi 1.500 incidenti stradali hanno avuto come causa proprio “l’incontro” con una buca e i numero sono in aumento del 4,5% rispetto al 2017: uno ogni sei ore. E molti di questi sinistri si verificano non per l’impatto diretto, ma perché chi è alla guida reagisce spesso provando a evitare l’ostacolo e generando conseguenze peggiori.

Il dato, tuttavia, fotografa solo in parte l’esatta portata del problema: i 1.500 incidenti sono solo quelli certificati, con l’intervento delle forze dell’ordine. Sono innumerevoli anche quelli in cui automobilista e centauri si sono ritrovati a fare i conti con i danni ai loro mezzi senza però denunciare il fatto, preferendo fare buon viso a cattiva sorte e limitandosi a inveire contro chi doveva fare manutenzione e non l’ha fatta.

 

75 centauri deceduti all’anno a causa di buche e ostacoli sulla strada

Di riflesso, sono di gran lunga sottostimate anche le conseguenze degli incidenti causati dalle buche nel report dell’Istat, secondo cui nel 2018 i sinistri sul genere che hanno fatto registrare feriti (anche gravi) sarebbero oltre 500, con 640 persone coinvolte e quattro decessi.

Secondo i dati forniti invece da Confindustria ANCMA, l’Associazione Nazionali Ciclo Motociclo e Accessori, la presenza di buche, ostacoli accidentali o fissi sulla strada o ai margini, sempre nel 2018, avrebbe provocato la morte di 75 centauri e il ferimento di altri 1.773, corrispondenti rispettivamente all’8,9% e al 3,9% del totale di morti e feriti su due ruote.

 

Chiedere il risarcimento per i danni patiti è un diritto e un dovere

Superfluo concludere che occorre una presa di coscienza forte da parte delle istituzioni e degli enti gestori delle strade e un vero e proprio “Piano Marshall” per la sicurezza infrastrutturale stradale.

Ma è importante anche che chi ha subito un incidente simile non getti la spugna e non rinunci a far valere i priori diritti, nella (errata) convinzione che tanto non verrà mai risarcito e che la battaglia contro la pubblica amministrazione è perduta in partenza.

Sempre che ovviamente vi siano gli estremi e siano ravvisabili omissioni da parte del gestore, il danneggiato ha tutte le possibilità di ottenere il ristoro dei danni materiali o peggio ancora fisici patiti a causa della scarsa manutenzione delle strade, e, anzi, ha il dovere di pretendere l’assunzione di responsabilità da parte della controparte.

Perché solo così, costringendo gli enti e le loro assicurazioni a mettere mano al portafoglio, si contribuirà ad un cambio di rotta e di mentalità.