Articolo Pubblicato il 10 giugno, 2016 alle 11:27.

TESTATA: Corriere del Veneto 10/06/16

La rabbia degli amici. Ai due figli piccoli è stata detta la verità. Proteste per le rotaie Seno: in quel tratto corsie impossibili. I vigili: «Quando piove aumenta il rischio».

Venezia. Non ha ancora la relazione dell’incidente in mano. Ma l’assessore alla mobilità Renato Boraso ha già chiamato Veneto strade per fissare un incontro sulla sicurezza del tratto di strada dove l’altra sera ha perso la vita Chiara Nobile, 38 anni, di Favaro.

La ricostruzione dei vigili urbani parla di una tragica fatalità, ma il Comune vuole alzare al massimo la sicurezza.

Mercoledì, verso le 20, Chiara Nobile e il marito Claudio Silvestri, 42enne ricercatore della facoltà di scienze ambientali e statistiche dell’Università Ca’ Foscari, erano a bordo del loro scooter rosso Yamaha e stavano percorrendo il ponte della Libertà verso Mestre, tenendosi a sinistra della rotaia del tram. «All’uscita del ponte, per spostarsi verso il cavalcavia di San Giuliano e andare verso Favaro, lo scooter ha attraversato in obliquo la rotaia. Pioveva, l’asfalto era bagnato e lo scooter è scivolato», spiega il comandante dei vigili Marco Agostini.

L’uomo cadendo ha fatto una capriola e si è slogato una caviglia, Chiara invece ha sbattuto la base cranica sul guardail, che in quel punto non aveva il «salva motociclista», una protezione per evitare sciagure come quella di mercoledì. «Attendo la relazione sull’incidente ma sto già fissando un incontro con Veneto Strade per capire come migliorare la sicurezza – dice Boraso – Bisogna capire se va sostituito, se serve di tipo diverso o alzato».

Parte dei guardrail del ponte sono stati sostituiti durante i cantieri del tram, restano tuttavia sezioni un po’ datate e soprattutto non aggiornate con i più recenti sistemi di sicurezza a tutela di autisti e motociclisti. «Sulle rotaie non si può fare nulla, ma dobbiamo provare a intervenire sul resto», aggiunge l’assessore che esprime il suo cordoglio alla famiglia di Chiara.

Non sono rari, nelle città dove corre il tram, incidenti gravi sulle rotaie quando piove. Solo una settimana fa, a Padova, nel quartiere Arcella, durante un acquazzone un motociclista è scivolato: lui è morto, la moglie è rimasta ferita. Ieri sui social network decine di persone sono intervenute sulla «pericolosità» delle rotaie. «Non ci sono soluzioni che azzerino il rischio – dice Agostini le rotaie sono sempre segnalate adeguatamente ma quando piove bisogna mantenere il massimo della prudenza». Altra partita, i guardrail da sistemare. «Dobbiamo farlo al più presto», sottolinea Boraso. C’è anche chi rilancia il tema delle corsie preferenziali per il tram, che eviterebbero anche i problemi sul ponte. L’altro giorno il tram ha tamponato un furgone in panne e la ragazza che era alla guida ed era scesa, è stata «investita» dal proprio mezzo. La giovane si è rivolta allo studio 3A per individuare eventuali responsabilità del Comune. «Perché il Comune non adotta nei tratti più delicati le corsie riservate?», chiede il presidente di Studio 3A Ermes Trovò. «Sono molto addolorato per quanto accaduto – dice Giovanni Seno, direttore generale di Avm – ma il discorso sulle corsie è complesso. Dopo il ponte, con lo svincolo di San Giuliano, sarebbe impossibile averle».

Ieri, in via Croda Alta a Favaro, dove la coppia viveva insieme a due bambini di cinque e otto anni, si respirava rabbia per la tragica scomparsa di Chiara. «Era una bravissima mamma che si dedicava sempre ai suoi figli», la descrivono conoscenti e vicini. Chiara, che faceva la casalinga, era nata a Milano ma si era trasferita a Mestre e aveva sposato Claudio, che invece è cresciuto a Favaio. Lui, che è stato dimesso ieri nel tardo pomeriggio dall’ospedale, fa il ricercatore al dipartimento di scienze ambientali e statistiche all’università Ca’ Foscari di Venezia. «Una famiglia per bene – dice un conoscente Lei si dava molto da fare anche nel volontariato, era attiva, aveva un animo buono». Chiara frequentava la parrocchia e nonostante provenisse da un’altra città con il tempo era riuscita a farsi apprezzare soprattutto per la sua generosità. Ieri il parroco don Andrea Volpato ha atteso che Claudio rientrasse a casa per parlare direttamente con lui. «I bambini sanno già tutto, ì famigliari hanno cercato di spiegare loro la situazione – spiega il sacerdote – la comunità cercherà in tutti i modi di stare vicino a Claudio, lo conosciamo bene, la sua è una famiglia storica di Favaro».

Gloria Bertasi – Eleonora Biral