Articolo Pubblicato il 13 novembre, 2020 alle 10:00.

I numeri del fenomeno sono imponenti, ogni anno in Italia si registrano mediamente trentamila incidenti sulle piste da sci: di questi , 1.700 costringono gli infortunati a un ricovero in ospedale e non di rado si tratta di traumi importanti, come le fratture agli arti, che riguardano circa un dieci per cento degli interventi di soccorso. E in alcuni casi, purtroppo, in media una ventina all’anno, si tratta anche di infortuni mortali.

Eppure, nell’affrontare una delle circostanze più frequenti da cui sono determinati questi incidenti, ossia uno scontro tra sciatori, si hanno per lo più idee confuse su come vadano stabiliti torti e ragioni, e come si possa ottenere il risarcimento dei danni.

Per questo è particolarmente significativa la sentenza del Tribunale di Bolzano n. 181/20 nella quale i giudici forniscono utili indicazioni sulle norme in materia di responsabilità conseguente allo scontro tra sciatori.

 

In caso di scontro tra sciatori si parte dalla presunzione di pari responsabilità

In tali evenienze le norme che si applicano in materia di incidenti sciistici, previsti dalla legge 363/2003 («Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo») sono molto simili a quelle previste in tema di incidenti stradali. In particolare, assume qui rilievo l’articolo 19 della succitata legge, che si occupa del concorso di colpa, la quale recita che “nel caso di scontro tra sciatori, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno di essi abbia concorso ugualmente a produrre gli eventuali danni”.

Il tribunale osserva che pertanto tale disposizione pone, nel caso di scontro tra sciatori, una presunzione di pari responsabilità al 50% ciascuno.

 

Per dimostrare di aver ragion basta provare la colpa grave dell’altro

Tuttavia, almeno sulla carta, dovrebbe essere più facile stabilire le proprie ragioni e quindi ottenere un risarcimento nel caso di incidenti in pista da sci rispetto a quelli sulla strada. In questa seconda circostanza, infatti, il conducente, com’è noto, non può limitarsi a provare di avere tenuto “una condotta rispettosa delle generiche e specifiche norme prudenziali, ma deve altresì dimostrare di avere messo in atto tutte le condotte positive esigibili e idonee ad evitare il sinistro”.

Invece, in caso di scontro tra sciatori, non vige quest’obbligo: il Tribunale di Bolzano spiega che, per superare la presunzione di responsabilità al 50%, è sufficiente che uno dei due coinvolti dimostri che l’altro ha commesso una violazione particolarmente grave, anche laddove manchino elementi istruttori precisi circa la sua condotta. In altre parole, è necessario (e sufficiente) provare che l’altro sciatore ha posto in essere un comportamento talmente imprudente da potersi ritenere che abbia una colpa grave.

 

In caso di incidente durante una lezione, la responsabilità ricade sul maestro

Nel caso in cui invece l’incidente sia avvenuto durante una lezione di sci, la responsabilità ricade sull’istruttore. Come spiegato dalla Cassazione, nella sentenza n. 7417/2918, il maestro e la scuola di sci sono responsabili per gli incidenti occorsi sulla pista per via del contratto che hanno concluso con il danneggiato o con i suoi genitori nel caso (frequente) si tratti di minori.

Pertanto, a chi riporta lesioni durante una lezione spetta solo dimostrare che il danno si sia verificato nel corso dello svolgimento della lezione stessa, a meno che l’istruttore, su cui grava l’onere di provare l’esatto adempimento della propria prestazione, ossia di aver correttamente vigilato sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo, non dimostri che le lesioni siano state dovute a circostanze del tutto non imputabili al lui e alla scuola.