Articolo Pubblicato il 28 aprile, 2020 alle 8:00.

La Pm veneziana Lucia D’Alessandro ha indagato per omicidio stradale l’altro automobilista, un sessantaduenne di Treviso. Martedì iniziano le operazioni peritali

La Procura di Venezia vuole andare a fondo sul tragico incidente successo il 15 aprile 2020, alle 8.45 del mattino, lungo la Treviso Mare, nel territorio comunale di Meolo, e costato la vita a un ottantottenne del posto, Gino Favaretto: avrebbe compiuto 89 anni il 22 maggio.

Il Pubblico Ministero titolare del relativo procedimento penale, la dott.ssa Lucia D’Alessandro, anche come atto dovuto per consentirli di nominare eventuali periti di parte, ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio stradale il conducente dell’altra vettura coinvolta nel sinistro, C. R., 62 anni, residente a Treviso, che invece se l’è cavata con ferite lievi.

Il sostituto procuratore non ha ritenuto necessario effettuare l’esame autoptico sulla salma dell’anziano, ma ha subito disposto una perizia cinematica per chiarire dinamica, cause e responsabilità del terribile scontro e già il 17 aprile ha incaricato a tal fine come proprio consulente tecnico d’ufficio l’Ing. Mario Piacenti.

I familiari della vittima, per essere assistiti, attraverso l’Area manager e responsabile della sede di San Donà di Piave, Riccardo Vizzi, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha messo a disposizione come consulente di parte per la famiglia l’Ing. Pierluigi Zamuner, che parteciperà alle operazioni peritali.

Operazioni che inizieranno martedì 28 aprile, alle 15, dalla disamina dei mezzi alla carrozzeria Piave di Musile di Piave, dove sono stati posti sotto sequestro dai carabinieri di Meolo, che hanno rilevato e che procedono sull’incidente: provvedimento poi convalidato dal magistrato.

Favaretto, nonostante l’età, godeva ancora di ottima salute, non soffriva di alcuna patologia particolare, aveva sempre superato senza problemi le visite mediche per il rinnovo della patente ed era anche noto per la sua estrema prudenza alla guida. Abitava da solo era del tutto autosufficiente. L’ottantottenne aveva appena fatto rifornimento al distributore della San Marco Petroli e con la sua Fiat Punto si è immesso sulla Treviso Mare in direzione del capoluogo della Marca – manovra consentita, essendoci la linea tratteggiata -, quand’è stato centrato in pieno dal Ford Galaxy di C. R., che sopraggiungeva appunto lungo la Treviso Mare: incidente fotocopia dei tanti successi negli anni in quel “punto nero”.

Qui però l’urto è stato devastante: la Punto dell’anziano è stata scaraventata a una trentina di metri di distanza e in seguito all’impatto si è persino piegato e quasi spezzato il montante centrale. Per il conducente non c’è stato scampo. Per estrarlo dalle lamiere contorte di quel che restava della sua auto sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, ma i sanitari del Suem, a loro volta accorsi, non hanno potuto che constatarne il decesso, avvenuto praticamente sul colpo per i terribili politraumi riportati.

Uno degli aspetti fondamentali che dovrà appurare l’ing. Piacenti nel suo lavoro di ricostruzione della dinamica del sinistro e di valutazione di eventuali violazioni al Codice della Strada, e quindi di profili di colpa da parte dell’indagato, è senza dubbio la velocità: in quel tratto vige il limite dei 70 km/h ma, trattandosi di un lungo rettilineo, la gente “corre”, se è vero che il sindaco di Meolo, Daniele Pavan, ha precisato di aver già richiesto da un anno alla Prefettura e a Veneto Strade l’autorizzazione a installare un autovelox fisso. Il Ctu avrà 60 giorni di tempo per depositare le sue conclusioni e potrà contare anche sui filmati delle telecamere dell’area di servizio, già acquisiti dai carabinieri di Meolo, che puntano proprio sull’uscita dal distributore.

I congiunti di Gino Favaretto, che ha lasciato sei figli e svariati nipoti, e Studio3A si aspettano chiarezza, verità e giustizia.