Articolo Pubblicato il 30 luglio, 2016 alle 17:05.

TESTATA: La Nuova Venezia – 30/07/2016

Teglio. Saranno giudicati il camionista che investì l’auto della 23enne, il funzionario Anas e l’appaltatore.  Tre persone sono state rinviate a giudizio dalla procura di Pordenone, su richiesta del pm Federico Facchin, nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente stradale in cui il 5 gennaio scorso restò gravemente ferita la studentessa 23enne Rossella Scala, di Cintello.

Al volante della sua vettura venne centrata da un mezzo pesante sulla variante della Triestina a Portogruaro, poco dopo le 7.30 del mattino, alla viglia del suo compleanno. Il fondo stradale era ghiacciato. Per rispondere del reato di lesioni personali gravissime avanti al giudice il prossimo 2 dicembre, a Pordenone, si siederanno Aleksandar Cvijanovic, 37 anni, bosniaco residente a San Vito al Tagliamento, autista del camion coinvolto nell’incidente; Paolo Fiorentino, 64 anni di Noventa Padovana, funzionario Anas capo del Centro manutentorio 1; e Piergiorgio Michieletto, 56 anni di Martellago, legale rappresentante della Fratelli Michieletto Strade srl, che aveva in appalto la manutenzione invernale della strada di competenza dell’Anas. Quella mattina Rossella al volante della sua Fiat Punto stava viaggiando in direzione Venezia per raggiungere il municipio di San Stino, dove avrebbe dovuto partecipare a un tirocinio formativo nell’ambito di uno stage di Scienze della società e del Servizio sociale, una facoltà dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Secondo quanto accertò all’epoca la polizia locale di Portogruaro, all’altezza del cavalcavia di San Nicolò della variante alla Triestina, l’autoarticolato Iveco che viaggiava dalla parte opposta, verso Bibione, condotto da Cvijanovic, complice il fondo ghiacciato, invase la corsia opposta travolgendo la Punto. L’impatto fu devastante e per giorni Rossella Scala lottò tra la vita e la morte. La 23enne uscì dal coma, e si sta riprendendo molto lentamente. I danni fisici sono permanenti. I familiari della giovane, assistiti dal consulente di Studio 3A Riccardo Vizzi, vogliono giustizia. La Procura pordenonese ha rinviato a giudizio il camionista sanvitese “per non essere stato in grado”. si legge nella motivazione, “di regolare la velocità del veicolo, in relazione alle caratteristiche della strada”. Il provvedimento per il funzionario Anas Paolo Fiorentino è così motivato: “avendo omesso di vigilare e comunque fare in modo che venissero adottate tutte le misure necessarie per garantire

la sicurezza della circolazione, e in particolare lo spargimento di materiale antighiaccio”. Infine per i giudici pordenonesi Piergiorgio Michieletto “avrebbe omesso di provvedere o far provvedere, allo spargimento di materiale antighiaccio sulla sommità del cavalcavia stradale”.

Rosario Padovano