Articolo Pubblicato il 16 giugno, 2016 alle 12:31.

TESTATA: Il Giornale di Vicenza- 16/05/2016

Rosà. Il caso dell’operaio caduto da un tetto che stava bonificando.

Il 18 maggio era stato vittima di un grave infortunio sul lavoro a Cassola, cadendo da un tetto che stava bonificando. Due giorni dopo, mentre ancora si trovava ancora in ospedale, in rianimazione, Francesco Sandri, 26enne, rosatese, assunto da nemmeno due mesi dalla Castellan Giovanni srl, ha ricevuto dall’azienda una lettera con oggetto “procedimento disciplinare-contestazione”. Un fatto che ha suscitato sconcerto nell’operaio e nei suoi famigliari. Sandri, è stato dimesso da poco ma la prognosi è pesante e ne avrà per mesi: è tuttora ingessato e immobilizzato a letto e nel breve periodo non si può sapere quali conseguenze possa avere sulla sua salute il fatto di aver respirato le fibre di amianto.

Al momento dell’infortunio Sandri era al suo primo intervento e stava bonificando il tetto in eternit della Bizzotto Mariano di Cassola, proprietaria di un capannone in via De Gasperi affittato anche ad altre aziende. La squadra della Castellan, formata oltre che dal 26enne, da altri due operai, doveva sostituire il tetto del capannone in eternit. Sulla copertura c’erano Sandri e un collega di 58 anni che tuttavia si trovava in un’altra porzione del tetto. L’altro operaio era a terra intento ad alcune mansioni con una gru elevatrice. Il 26enne era precipitato al suolo da 6-7 metri mentre si accingeva a recuperare un flessibile a causa del cedimento di una porzione di tettoia e relativo controsoffitto isolante, entrambi in eternit. Trasportato in elisoccorso all’ospedale San Bortolo, Sandri vi era rimasto per una settimana in rianimazione prima di essere trasferito a Cittadella dove, dopo tre giorni di terapia intensiva, era stato ricoverato in ortopedia. Il provvedimento disciplinare gli è stato inviato dalla ditta “per non aver prestato la dovuta attenzione” nell’effettuare quel movimento.

«Confidiamo che le indagini degli organi preposti – ha commentato Ermes Trovò, presidente di Studio 3A al quale si è rivolto Sandri per farsi tutelare – facciano piena luce sulle responsabilità, che non sono certo in capo esclusivamente al nostro assistito: troppo comodo e conveniente limitare tutto all’errore umano di un operatore. Procederemo anche noi con i nostri esperti a tutte le verifiche tecniche del caso e quindi ci muovemmo su tutti i fronti, sia civile sia penale».

Ieri pomeriggio, malgrado ripetuti tentativi, non è stato possibile sentire i titolari

F.C.