Articolo Pubblicato il 16 settembre, 2020 alle 16:00.

Mercoledì 16 settembre 2020 l’Anmil, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro, ha presentato in Campidoglio il terzo rapporto sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro da cui emerge che, nonostante i tanti sforzi effettuati, la strada per contenere il fenomeno infortunistico è ancora lunga.

Tra i tanti dati indicativi forniti nell’occasione, spiccano senza dubbio quelli desunti dal rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale svolta dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro in relazione all’anno 2019. Numeri che fanno riflettere.

 

Più di due aziende su tre controllate dall’Ispettorato del Lavoro sono risultate non in regola

Gli ispettori hanno ispezionato complessivamente 142.385 aziende, delle quali 99.086 sono risultate irregolari: più di due su tre. Solo per aggiungere qualche altro dato, sono stati trovati 356.145 lavoratori irregolari, 41.544 totalmente in nero, e recuperati contributi e premi evasi per un miliardo e 237 milioni di euro.

La percentuale sale all’86% quanto alle norme sulla sicurezza

Con riferimento esclusivo all’ambito della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, poi, l’azione ispettiva svolta ha riguardato 19.218 aziende, 15.859 delle quali, all’esito dei 18.446 accertamenti definiti, sono risultate irregolari. Confermando l’andamento già registrato lo scorso anno, il tasso di irregolarità delle aziende ispezionate, pari a circa l’86%, è aumentato di 4 punti percentuali rispetto al 2018, quando si era attestato al 82%. Evidenze disarmanti.

Sono state complessivamente contestate 31.453 violazioni (28.632 penali e 2.821 amministrative). Tra gli illeciti penalmente rilevanti, 23.035 afferiscono a violazioni prevenzionistiche, mentre 4.551 irregolarità riguardano l’art. 4 della L. n. 300/1970, che disciplina le condizioni per l’installazione degli impianti di videosorveglianza e degli altri strumenti di controllo.

 

Tra le violazioni più numerose, quelle sui lavori in quota

Gli illeciti contestati con riferimento al d.lgs. n. 81/2008 (il Testo unico per la Sicurezza sul Lavoro) hanno riguardato per il 51% la violazione degli obblighi contenuti nel “Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili”, in relazione sia alle misure organizzative per la salute e la sicurezza nei cantieri, sia a quelle più specifiche per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota; per il 33% l’inosservanza delle disposizioni del “Titolo I”, concernente gli aspetti generali di sicurezza; per il 16% il mancato rispetto degli obblighi contenuti negli altri titoli (rischi specifici).

Dall’esame della tipologia di illeciti riscontrati si ricava la prevalenza delle violazioni connesse ai rischi di caduta dall’alto (tasso di irregolarità del 53%), seguite da quelle in materia di sorveglianza sanitaria dei lavoratori (tasso di irregolarità del 26%) e da quelle relative agli adempimenti in materia di formazione ed informazione (tasso di irregolarità del 21%).

Considerato che l’attività di vigilanza dell’Ispettorato investe eminentemente il settore edile, un’analisi più dettagliata è stata rivolta all’insieme dei dati riferiti alle violazioni delle norme contenute nei Titoli III “uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale” e IV “cantieri temporanei o mobili” del d.lgs. n. 81/2008 nel settore delle costruzioni. Qui, su 12.523 illeciti contestati, il 54% ha riguardato il rischio di caduta dall’alto (51% nel 2018), e ha trovato conferma la significativa percentuale di illeciti relativi agli obblighi dei coordinatori e dei committenti, pari al 11% delle violazioni accertate in edilizia.