Articolo Pubblicato il 10 giugno, 2016 alle 10:41.

TESTATA: La Nuova Venezia – 10/06/2016

I legali dello Studio 3A: la nostra cliente, tamponata dal tram, si è salvata, ma ne avrà per mesi.

Se la caverà ma ne avrà per alcuni mesi C, C„ la venticinquenne di Salzano rimasta coinvolta il primo giugno, sul Ponte della Libertà, in un altro incidente stradale, imputabile secondo i legali della donna al tram; «Si tratta», spiegano, «della prima ferita collegata direttamente al moto del convoglio, che però si aggiunge alle numerose ‘’vittime’’ delle rotaie». E scatta cosi l’azione per ottenere il risarcimento.

La donna era rimasta in panne sul ponte con il suo furgone, ha accostato sulla destra ed è scesa per posizionare il triangolo ma in quel momento arrivava il tram, condotto da un 47enne di Spinea: «Non ha frenato in tempo per evitare l’impatto, tamponando con violenza il furgone che a sua volta ha travolto la ragazza, la quale è rovinata a terra oltre il guardrail al culmine della rocambolesca carambola», spiegano dallo Studio 3A, che ora segue il caso. La donna è ricoverata all’Angelo, e dopo alcuni giorni di Rianimazione è fuori pericolo, ma ha riportato diverse fratture e altre lesioni molto serie; la sua prognosi non è stata ancora defiinta, ma sarà senz’altro superiore ai quaranta giorni e tra recupero e riabilitazione ne avrà per mesi. Lo studio 3A, specializzato nella valutazione di responsabilità civili e penali, si è visto affidare dalla giovane e dalla sua famiglia, attraverso la consulente personale Daniela Vivian, l’incarico di chiedere un congruo risarcimento.

«Chiedono giustizia ma, soprattutto, sollecitano il Comune di Venezia, Veneto Strade, la società che ha in carico il Ponte della Libertà, e Actv a porre rimedio a una viabilità, quella del tram, che si sta rivelando un continuo stillicidio di incidenti, come confermato anche dalla tragedia successa 1’ 8 giugno, a una settimana di distanza».

Ermes Trovò, presidente di Studio 3A spiega: «I nostri assistiti si aspettano una risposta dagli enti, non solo dal punto di vista risarcitorio ma anche della sicurezza legata alla circolazione del tram. La ragazza ha rischiato seriamente di perdere la vita e si è salvata per puro miracolo». E sollecitano l’attivazione delle corsie riservate al tram sul ponte della Libertà, inizialmente studiate ma mai realizzate. «Non si può più restare inermi di fronte a questi ripetuti drammi», avvertono.

Anche l’Adico segue casi di persone cadute in bici o in scooter sulle rotaie del tram; «Abbiamo più volte denunciato la pericolosità di piattaforme e rotaie, specie con la pioggia. La morte della donna di Favaro era purtroppo annunciata. I cartelli di avviso non bastano, il Comune deve intervenire per la sicurezza. Ma dobbiamo anche registrare purtroppo che finora le richieste di risarcimento all’assicurazione del Comune ricevono solo delle risposte negative e di fronte a questi no, molti cittadini non se la sentono di avviare lunghe e costose cause. Lo diciamo per onestà ma siamo anche pronti a sostenere chiunque vorrà avviare azioni risarcitorie contro questo stillicidio di incidenti», spiega il presidente di Adico Carlo Garofolini.

Mitia Chiarin