Articolo Pubblicato il 19 marzo, 2016 alle 13:23.

TESTATA: Corriere del Veneto – 19/03/2016

I Solesin:  «Finalmente l’hanno preso». Bardo, un anno senza

Venezia Reagiscono con la luci­dità di sempre, Alberto Sole­sin e Luciana Milani, padre e madre dì Valeria. La notizia dell’arresto di Salah Abdesa- lam il ricercato numero uno per le stragi di Parigi, li colpi­sce. Lui era tra gli uomini del commando che il 13 novembre sparò contro la folla di giovani, tra i quali c’era anche Valeria, riuniti a «Le bataclan» per se­guire un concerto.

«Sono contento che sia sta­to assicurato alla giustizia un criminale» dice Alberto Sole­sin, ricordando che la famiglia ha mantenuto sempre un di­stacco dalla vicenda in sé. «Co­munque è stata fermata una persona con una funzione rilevante in un accadimento di estrema gravità – dice sono felice che sia stato preso».

Anche la madre Luciana commenta con la stessa attenzione: «Non ci sono molte parole da dire. Benissimo che siano riusciti a trovarlo dopo averlo cercato a lungo. Ora la giustizia farà il suo corso ed è giusto così».

Gentili, senza sbavature, come sono sempre stati. Hanno sempre parlato della strage solo di sfuggita. Indicando la strada ufficiale, quella delle forze dell’ordine, come soluzione e combattendo allo stesso tempo il fiorire di pregiudizi e accuse generalizzate. L’hanno fatto anche nel giorno del funerale laico della figlia, autorizzando in piazza San Marco la presenza dei rappresentanti della comunità musulmana e cristiana,  uno accanto all’altro. Ora che Salah è stato assicurato alla giustizia si farà nuova chiarezza sul quella terribile notte.

Non si può dire altrettanto per la strage del museo archeologico del Bardo, accaduta un anno fa in Tunisia e che ha visto l’uccisione di 24 persone. Due coppie venete, arrivate con la nave da crociera Costa Fascinosa sono ancora senza pace. Tant’è che Adriano Gonzato e Daniela Alba, vicentini e i veronesi Mauro Forante e Luana Rossato nei giorni scorsi hanno avviato la procedura legale della negoziazione assistita con l’obiettivo di citare in causa la compagnia Costa Crociere.

«È inevitabile ormai. Forante e Rossato erano nel museo proprio in quel momento – dice Studio 3A società specializzata nel risarcimento danni guidata da Ermes Trovò, che assiste le due coppie – soffrono tutt’ora di gravi disturbi da stress post-traumatico».

Simile la situazione dei vicentini. «Costa poteva e doveva sapere che a Tunisi c’era una grave pericolo di attentati, non può cavarsela con il semplice rimborso dei biglietti».

 

A.D’Este e A.D’Elba