Articolo Pubblicato il 24 luglio, 2019.

Il titolare del procedimento, il Pm della Procura di Treviso, Davide Romanelli, ha dato il nulla osta per le esequie: indagato l’autotrasportatore, un 28enne burkinese

Saranno celebrati giovedì 25 luglio 2019, alle ore 16, nella chiesa di Musano di Trevignano, il suo paese, i funerali di Marilisa Bortoletto, la sessantunenne travolta da un autoarticolato poco distante da casa mentre procedeva in bicicletta il 16 luglio e deceduta dopo due giorni di agonia all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Quest’oggi, martedì 23 luglio, è giunto il nulla osta da parte dell’autorità giudiziaria, che non ha ritenuto necessario disporre l’esame autoptico, e si è così potuta fissare la data delle esequie; la Procura di Treviso, per il tramite del Sostituto Procuratore, dott. Davide Romanelli, ha aperto, come da prassi, un procedimento penale per omicidio stradale nel quale figura ovviamente indagato il conducente del mezzo pesante, della Bragatto s.r.l di San Stino di Livenza: si tratta di N. M28 anni, originario del Burkina Faso e residente a Caneva, in provincia di Pordenone.

I familiari della vittima, distrutti dal dolore, chiedono con forza che sia fatta piena luce sul tragico incidente, prima ancora che giustizia, e per questo si sono affidati, attraverso il consulente personale Diego Tiso, a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, oltre che all’Avv. Andrea Piccoli, del Foro di Treviso. In particolare, i congiunti della signora Bortoletto non riescono a capacitarsi, per dirla con il figlio Omar, della “distrazione fatale” del camionista. Il quale, pur in condizioni di guida ideali – bella giornata di sole e luminosità ancora piena alle 19.55, l’ora in cui è avvenuto il sinistro, di una giornata d’estate – non si sarebbe inspiegabilmente accorto della ciclista che lo precedeva e che, provenendo da via Postioma a Trivignano, aveva regolarmente impegnato la corsia di accelerazione per immettersi sulla nuova variante di Postioma, la SP 102 “Postumia Romana”: l’autoarticolato in buona sostanza ha tamponato la bicicletta della sessantunenne, con conseguenze letali. Trasportata all’ospedale di Treviso in condizioni disperate e in prognosi riservata, la donna purtroppo non ce l’ha fatta ed è spirata giovedì 18 luglio in seguito ai gravissimi politraumi riportati.

Originaria del capoluogo della Marca, del quartiere Monigo, e rimasta vedova 14 anni fa, Marilisa Bortoletto si era dovuta rimboccare le maniche per mantenere la sua famiglia e aveva lavorato per 15 anni nell’impresa di pulizie che opera all’ospedale di Montebelluna. “Mia mamma ha avuto una vita dura, ma si è sempre data da fare ed era una grande lavoratrice: non meritava questo destino – la piange il figlio Omar Schiavon – L’unica consolazione è che ha donato gli organi: il cuore, i reni e i tessuti, le cornee e i vasi sanguigni. Almeno qualcosa di lei vivrà ancora a vantaggio di tanti malati”.

Oltre ad Omar, la signora Bortoletto lascia anche un altro figlioLuca, l’anziana mamma Inesun fratello e tre sorelle una delle quali gemellaMercoledì sera, alle 20, sempre in chiesa a Musano, sarà recitato anche il rosario.