Articolo Pubblicato il 18 marzo, 2020 alle 11:00.

Un automobilista mestrino assistito da Studio3A aspetta da sei anni e mezzo il risarcimento per un incidente in cui ha ragione piena: partito l’atto di precetto

Possibile che per ottenere un risarcimento, anche a fronte di una sentenza esecutiva, e per una cifra contenuta nell’ordine delle migliaia di euro, si debba procedere con un pignoramento nei confronti della compagnia di assicurazione, nello specifico Genertel? Possibile. A tanto si è infatti dovuto arrivare in questi giorni di marzo 2020 per dare finalmente risposte a un mestrino di (oggi) 67 anni che, dopo un incidente stradale, per essere assistito si è affidato a Studio3A.

Il sessantasettenne, il 10 ottobre 2013, era rimasto coinvolto in un sinistro in via Quarnaro, a Mestre: la sua Fiat Multipla era stata centrata sul lato anteriore sinistro da un’Audi il cui conducente, uscendo da via Volosca, aveva mancato di concedere la dovuta precedenza: l’esclusiva responsabilità della controparte non è mai stata messa in discussione.

In seguito all’urto l’automobilista, oltre ai danni alla vettura, ha riportato un brutto colpo di frusta e una contusione al gomito sinistro ed è dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’Ospedale dell’Angelo, dove gli hanno riscontrato una prognosi di dieci giorni, salvo complicazioni.
Il danneggiato, per essere risarcito, attraverso la responsabile dei consulenti personali per i sinistri gravi,
Daniela Vivian, si è quindi rivolto a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che, in regime di risarcimento diretto – Card, trattandosi di lesioni di non elevata gravità, ha chiesto i danni direttamente alla compagnia di assicurazione dell’auto del proprio assistito, Genertel appunto. La quale, tuttavia, ha proposto e anticipato una somma del tutto inadeguata e a nulla sono valsi tutti i tentativi di risolvere stragiudizialmente la controversia.

Inevitabile, a quel punto, la citazione in causa della compagnia avanti al giudice di Pace di Venezia, dott.ssa Lucia Martina, la quale, dopo aver disposto una consulenza tecnica medico legale, ha dato ragione piena al ricorrente, accogliendo praticamente in toto le sue richieste e riconoscendogli, tra danno biologico, morale, patrimoniale per le spese mediche sostenute, materiale per i danni al veicolo e spese di assistenza stragiudiziale, il doppio di quanto liquidato da Genertel, circa 11mila euro, a cui andranno aggiunti anche gli interessi e le spese di lite.

Pur essendo la sentenza esecutiva da tempo, però, tutti i solleciti nei confronti di Genertel per onorarla sono caduti nel vuoto. E così in questi giorni non è rimasto altro che notificare alla compagnia l’atto di precetto: se non pagherà entro una decina di giorni, finita l’emergenza Coronavirus scatterà il pignoramento per il tramite dell’ufficiale giudiziario. Per una cifra che, se per il danneggiato è importante, per una compagnia di assicurazione è una “briciola”.

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