Articolo Pubblicato il 13 agosto, 2019.

L’incidente è successo a Teolo, il malcapitato ha riportato svariate fratture e lesioni. Per Studio3A inizia una nuova battaglia per ottenere il risarcimento

Immobilizzato a letto per un mese e mezzo a causa di un… cinghiale. Ennesimo incidente provocato da un ungulato sui Colli Euganei, ma questa volta con conseguenze ancora più pesanti perché a rimanere convolto non è stato un automobilista ma un ciclista e ai danni materiali (alla bicicletta) si sono aggiunti quelli fisici, purtroppo rilevanti: fratture a entrambe le gambe.

La brutta avventura è capitata a un quarantunenne veneziano di Vigonovo appassionato di ciclismo che il 21 luglio scorso ha scelto i Colli per il suo giro in bici da corsa in compagnia di alcuni amici che condividono la stessa passione: un percorso classico.

Ma nel primo pomeriggio, dunque in pieno giorno, scendendo lungo la Provinciale 43, in località Castelnuovo di Teolo e procedendo verso Torreglia, un centinaio di metri prima della trattoria “Al Pirio”, gli improvvisamente attraversato la strada un cinghiale: impossibile frenare in tempo, inevitabile l’impatto. L’animale ha continuato per la sua strada, dileguandosi, mentre il malcapitato è rovinato malamente sull’asfalto finendo anche contro il guardrail sotto gli occhi atterriti dei compagni. Ed è andata anche di lusso che l’ungulato non lo abbia attaccato, mentre era a terra inerme.

Pieno di dolori alle gambe e alle braccia e impossibilitato a rialzarsi in piedi, il quarantunenne è stato soccorso dagli amici che hanno dovuto chiamare il 118. E’ stato quindi trasportato in ambulanza per gli accertamenti e le cure del caso al Policlinico di Abano, dove, dopo le radiografie, è arrivata l’impietosa diagnosi: frattura scomposta del malleolo peroneale sinistro, frattura composta del secondo e terzo metatarsale di sinistra, infrazione dell’astragalo e dello scafoide di destra, più escoriazioni multiple in tutto il corpo, soprattutto ai gomiti, per una prognosi di 45 giorni salvo complicazioni. Il 24 luglio si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico di riduzione della frattura scomposta al malleolo con l’inserimento di placca e viti, mentre per le altre lesioni si è deciso il trattamento conservativo. Insomma, una bella botta.

Per essere assistito, il danneggiato, attraverso il consulente personale e responsabile della sede di Dolo, Nicola Mezzetti, si è quindi affidato a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha seguito e segue numerosi sinistri sul genere in tutta Italia.

E adesso Studio3A avvierà la solita, estenuante battaglia per risarcire il ciclista veneziano, un film già visto tra scaricabarile di responsabilità tra la Regione, a cui è affidata la gestione della fauna selvatica, l’Ente Parco dei Colli, e mettiamoci anche la Provincia gestore della strada dov’è accaduto, tra la burocrazia e i vincoli sempre più stretti: nonostante la dinamica dei fatti sia avvalorata da diversi testimoni, infatti, accedere al fondo regionale ad hoc, ad esempio, è sempre più difficile, basta che vi sia nei pressi un cartello di avvertimento del pericolo di attraversamento perché la Regione si senta autorizzata a lavarsene le mani o quasi. L’incidente ripropone con forza una questione, quella dei cinghiali, che non coinvolge solo gli utenti della strada ma anche agricoltori e residenti della zona e che da anni rimane di fatto irrisolta.

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