Articolo Pubblicato il 5 ottobre, 2017 alle 17:35.

IL SOSTITUTO PROCURATORE DI MODENA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER L’AUTOMOBILISTA CHE TRAVOLSE E UCCISE ANDREA PETTAZZONI

La dott.ssa Katia Marino il 22 settembre ha firmato il provvedimento a chiusura delle indagini preliminari sul tragico incidente del 22 dicembre in via Emilia Est

Finalmente intravvedono uno spiraglio di luce in fondo all’infinito tunnel della loro sofferenza i familiari di Andrea Pettazzoni, il 33enne di Cervia rimasto vittima il 22 dicembre scorso di un terribile incidente stradale, senza colpa alcuna, a Modena, mentre procedeva in scooter: la Procura della città emiliana ha chiesto il rinvio a giudizio del quasi coetaneo che lo ha investito con la sua auto, attribuendogli l’esclusiva responsabilità del sinistro.

La tragedia si è consumata in via Emilia Est, tratto della Strada Statale 9, all’altezza del civico 1526 e del ristorante Vinicio: il giovane, nato e vissuto a lungo a Modena, dove abitano tuttora i suoi genitori, in quei giorni era tornato a casa per le vacanze di Natale. Semplice nella sua drammaticità la dinamica: uscendo dal parcheggio del locale e svoltando a sinistra verso il centro della città con la sua Mercedes 350, Riccardo Galli, (oggi) 35enne, residente a Modena, ha completamente mancato la precedenza tagliando la strada e travolgendo Pettazzoni, che procedeva tranquillamente lungo via Emilia in direzione Bologna in sella al suo motociclo Aprilia, peraltro a una velocità di circa 50 km/h, molto al di sotto del limite, che in quel punto è di 90.

Per il giovane, subito trasportato all’ospedale di Baggiovara in condizioni gravissime e in prognosi riservata, è iniziata una straziante agonia in Terapia Intensiva durata 52 giorni e per di più vissuta in stato di totale coscienza, fino al tragico epilogo, l’11 febbraio 2017 al Policlinico di Modena, dov’era stato trasferito in gennaio: in seguito all’impatto con la vettura e con l’asfalto, infatti, la vittima, oltre a un trauma toracico con fratture costali multiple, ha riportato un gravissimo trauma addominale con lacerazione degli organi interni (epatica e dell’emoperitoneo) e relative emorragie, che alla fine gli è stato fatale, nonostante tutti i tentativi dei sanitari di salvarlo.

Sconvolti dal dolore per la perdita del loro caro, i suoi congiunti, attraverso il consulente personale Luigi Peron, per fare luce sui fatti e ottenere giustizia si sono rivolti a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che si è subito attivato per acquisire tutta la documentazione, per prendere contatto con la compagnia assicurativa della controparte e per monitorare le azioni della Procura, in stretta collaborazione con l’avvocato penalista della famiglia.

Galli è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale e finalmente, a conclusione della fase delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura di Modena titolare del procedimento, dott.ssa Katia Marino, lo scorso 22 settembre ha firmato la richiesta di emissione del decreto che dispone il giudizio trasmessa al Gip che ora dovrà fissare la data dell’udienza preliminare.

Un provvedimento importante, anche per le ragioni che sottendono l’istanza e che, come peraltro era emerso già nel corso delle indagini condotte dagli agenti del corpo di polizia municipale di Modena, mettono un punto fermo sulle responsabilità del sinistro, imputandole unicamente al conducente della vettura. “L’imputato – scrive il Pm –, (…) per colpa consistita in imprudenza, negligenza, imperizia e violazione dell’art. 145 commi 6 e 10 del codice della strada, ed in particolare, pur avendo la materiale possibilità di procedere ad un avvistamento preventivo della situazione di pericolo, omettendo di ponderare in ossequio al principio di sicurezza della circolazione stradale l’incipiente manovra invasiva in relazione alla distanza, velocità e posizione sulla carreggiata tenute dal motociclista che stava transitando regolarmente sulla via Emilia Est dal centro città verso Bologna, immettendosi nel flusso della circolazione della medesima strada con conversione a sinistra verso il centro della città senza dare la precedenza al motociclo, urtando con la parte anteriore sinistra del proprio autoveicolo contro la parte anteriore del motociclo Aprilia condotto da Pettazzoni Andrea, cagionava allo stesso lesioni personali gravissime che ne determinavano il decesso”.

Ora i familiari del giovane, con Studio 3A, confidano in un processo rapido e in una condanna congrua alla gravità dei fatti, che certo non restituirà loro Andrea, ma almeno gli renderà giustizia.

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