Articolo Pubblicato il 15 luglio, 2016 alle 12:23.

TESTATA: Corriere delle Alpi – 15/07/2016

Fissata a novembre l’udienza preliminare per la morte di Renato Fontanella.

Val di Zoldo.

Un abete travolse un pensionato: l’udienza preliminare per i due boscaioli zoldani Silvestro e Marco Sartori è stata fissata per il 15 novembre. Dopo aver chiuso le indagini preliminari per l’ipotesi dì reato di omicidio colposo del 70enne gelatiere Renato Fontanella, la procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio al gup Montalto. Nel frattempo, la famiglia Fontanella si è affidata allo Studio 3A e, sul caso specifico, ha lavorato il consulente Tiso.

La tragedia è della mattina del 5 novembre dell’anno scorso. Fontanella scende lungo la strada comunale di Forno, tra le località di Calcherà e Astragal e si avvicina al luogo in cui i boscaioli stanno tagliando delle piante. Improvvisamente un abete rosso alto più di 30 metri piomba sul ponte sul torrente Gaf, rompendo tre metri di ringhiera protettiva. Un pezzo di pianta, lungo più di dieci metri, del diametro di un’ottantina di centimetri c del peso di almeno sei quintali colpisce Fontanella, che rimane sdiacciato. La morte è causata da trauma toracico e della colonna cervicale e fratture multiple costali e al femore.

Nel 2013, il Comune di Forno di Zoldo aveva emanano un’ordinanza, che prescrive ai proprietari confinanti di rimuovere le piante che possano creare pericoli alla circolazione stradale. Il proprietario di quel fondo si affida a due amici, che lavoreranno gratis, in cambio della legna e non è stato indagato dalla procura. Silvestro Sartori chiede al Comune di chiudere al traffico veicolare la strada nei giorni 5,6,9 e 10 novembre e ottiene un’ordinanza, che non prevede prescrizioni per i pedoni.

Quell’abete rosso non dev’essere stato tagliato nella maniera giusta, tanto è vero che la caduta è stata laterale e non verso monte. Su questo, c’è una relazione del comando di Feltre della Forestale. Quello che è emerso, nel corso delle indagini preliminari è che non sarebbero state rispettatele necessarie condizioni di sicurezza e ci sarebbero stati degli errori nel taglio della pianta. I familiari di Fontanella si aspettano il rinvio a giudizio dei due indagati e, quindi, il processo: «Si aspettano giustizia», sottolinea Ermes Trovò di Studio 3A, «e che vengano riconosciute tutte le pesanti responsabilità, che hanno concorso a questa inconcepibile tragedia. Tagliare degli alberi, tanto più di notevoli dimensioni, non è un’operazione che si possa fare alla leggera e con questa superficialità: occorrono professionalità, preparazione, scrupolo e buon senso. E questo vale sia per gli operatori che per chi autorizza questo tipo di interventi.

Gigi Sosso