Articolo Pubblicato il 3 gennaio, 2017 alle 9:54.

TESTATA: LatinaToday – 03/01/2017

Una vicenda di mala sanità ha riguardato una donna di Latina, morta a soli 31 anni in seguito a un intervento di routine. Lascia due figli di 12 e 3 anni. E ora i suoi parenti vogliono risposte e si sono rivolti allo Studio 3A, una società specializzata che ci occupa di tutelare i cittadini.

La Procura di Bergamo ha già aperto un procedimento per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, ma sono molte le responsabilità da chiarire, da parte di diverse strutture sanitarie.

IL PRIMO INTERVENTO Per Sara Roncucci i problemi iniziano a settembre, quando si sottopone a un intervento di chirurgico di mini by pass gastrico all’ospedale Le Scotte di Siena. Un’operazione che sembra perfettamente riuscita, tanto che l’8 settembre la ragazza, che prima godeva di ottima salute, viene dimessa e torna a casa, a Latina.

L’OSPEDALE DI LATINA La notte successiva, tuttavia, comincia ad accusare forti dolori addominali, vomito e coliche e così viene trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Goretti di Latina. Dopo brevi accertamenti le viene riscontrato un versamento di liquido e viene rimandata a casa con la prescrizione di un antidolorifico. I dolori però persistono e a quel punto, il 10 settembre, viene riportata dai familiari all’ospedale di Latina, dove la situazione precipita in poco tempo: mentre la giovane viene sottoposta a Tac va improvvisamente in arresto cardiaco e i medici devono rianimarla. L’esame evidenzia una grave emorragia addominale, che il chirurgo in servizio addebita alla rottura di una “graffetta”, uno dei punti interni del by pass gastrico praticatole pochi giorni prima, a Siena. Sara viene quindi operata d’urgenza per bloccare l’emorragia con peritonite e poi trasferita in Rianimazione, in coma farmacologico. Dopo un mese trascorso in Terapia Intensiva, durante il quale va incontro ad altre problematiche, tra cui una grave crisi respiratoria, e viene sottoposta anche alla tracheotomia, il 18 ottobre Sara Roncucci viene nuovamente operata per ripristinare la canalizzazione gastrica, le viene sospeso il coma farmacologico e inserito un sondino per l’alimentazione. I medici la dichiarano presto fuori pericolo, purtroppo però ha riportato danni neurologici importanti e ormai apre solo gli occhi.

LA RIABILITAZIONE Dopo un altro mese di degenza al nosocomio di Latina, il 7 dicembre viene trasferita presso una clinica specializzata nella riabilitazione neurologica, la Habilita di Ciserano, a Bergamo. La diagnosi d’ingresso è delicata: “disordine della coscienza con stato di veglia non responsiva, doppia emiplegia, disfagia, deficit di controllo del capo e del tronco”, tutte conseguenze dell’encefalopatia anossico/ischemica secondaria all’arresto cardiocircolatorio subito il 10 settembre. Durante il mese di dicembre la donna, pur essendo ancora in stato di incoscienza dal punto di vista neurologico, manifesta buone condizioni di salute generale, ma il 26 dicembre la situazione precipita definitivamente. La donna ha problemi di respirazione e poco dopo la mezzanotte, i familiari vengono avvisati dalla struttura che ha subìto un altro arresto cardiaco e questa volta non ce l’ha fatta.

LA DENUNCIA Ripresisi a fatica dal dolore e dallo shock, il compagno e il fratello  si sono recati nella locale stazione dei carabinieri, esponendo i fatti e i troppi interrogativi di questa odissea. “Perché – scrive l’associazione in una nota – ha ceduto il punto del mini by pass gastrico praticatole all’ospedale di Siena? Perché al primo accesso al pronto soccorso dell’ospedale di Latina la paziente è stata rimandata a casa così frettolosamente? E perché, poi, i medici non hanno voluto trattenerla più a lungo nella Terapia Subintensiva? Alla casa di cura di Ciserano i sanitari hanno saputo gestire la crisi respiratoria? Solo per citare le domande più impellenti”. Il Pm della Procura di Bergamo, Gianluigi Dettori, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha già disposto il sequestro di tutte le cartelle cliniche e l’autopsia sulla salma, trasferita nell’obitorio dell’ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo: l’esame autoptico si terrà l’11 gennaio.