Articolo Pubblicato il 17 giugno, 2020 alle 14:30.

Anche lo spazio attorno a un casello è ricompreso nell’autostrada e, in quanto tale, la manovra di inversione di marcia è tassativamente vietata.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 11441/20 depositata il 4 giugno 2020, con cui ha definitivamente confermato la sanzione elevata a un automobilista per questa violazione.

 

Multa per inversione di marcia appena fuori dal casello

L’uomo, con una condotta per niente inusuale, appena uscito dalla barriera autostradale,  aveva effettuato una inversione a U, evidentemente per rientrare in autostrada, ma una pattuglia della Polstrada lo aveva “pizzicato”, elevandogli la prevista sanzione amministrativa.

L’automobilista, tuttavia, aveva fatto opposizione per l’annullamento del verbale di contestazione notificatogli dalla Prefettura di Prato per violazione dell’art. 176, commi 1 e 19, del Codice della Strada. Il suo gravame però era stato respinto sia dal Giudice di Pace di Prato sia dal Tribunale cittadino, ma il ricorrente non si è dato per vinto e ha proposto ricorso anche per cassazione, sostenendo che i giudici territoriali sarebbero incorsi nell’erronea attribuzione della qualifica di autostrada al piazzale posto successivamente al casello autostradale, dove egli aveva eseguito l’inversione di marcia, in quanto dalla definizione di “autostrada” espressa dal C.d.S., a suo dire non si evincerebbe che tale tratto stradale ne possa far parte.

E aveva rilevato anche come il tribunale non avesse esaminato la sua eccezione sollevata in merito alle caratteristiche del tratto stradale in questione, caratterizzato da corsie parallele suddivise da strisce longitudinali discontinue.

 

Divieto di inversione valido anche nelle “pertinenze”

Per la Suprema Corte, tuttavia, i motivi di doglianza sono infondati.

“Il divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico posto dall’art.176, comma 1 lett. A) C.d.S. non riguarda solo le manovre compiute sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade ma anche quelle effettuate all’altezza dei varchi, zone queste ultime nelle quali sono da ricomprendere le aree immediatamente circostanti i caselli autostradali, poiché le manovre di inversione provocherebbero grave turbamento alla circolazione in una zona utilizzata esclusivamente per l’uscita e l’entrata in autostrada, essendo inaspettata la presenza di veicoli che non mantengono un assetto di marcia conforme a quello ivi previsto” spiega la Cassazione, ritenendo non pertinente un precedente citato dal ricorrente e desunto da una sentenza della Cassazione del 2001, che in realtà si riferiva a un caso di inversione del senso di marcia compiuto in un tratto di viabilità ordinaria (l’autovettura in quella circostanza doveva accedere ad un parcheggio limitrofo alla zona antistante il casello autostradale ),

Secondo la Cassazione, il Tribunale di Prato ha applicato in modo conforme questi principi, “esaminando anche l’eccezione sollevata dal ricorrente, in merito alle strisce longitudinali discontinue poste sul piazzale, come si evince dalla stessa sentenza nella parte in cui specifica che gli spazi per l’incolonnamento dei veicoli ai caselli fanno parte delle autostrade e sono soggetti alla medesima disciplina, quale che sia la conformazione del tratto terminale (carreggiata, svincolo, rampa o altro) su cui insistono, tant’è che i segnali di inizio e fine sono posti all’esterno di tali aree (prima dell’ingresso e dopo l’uscita)”.

Dunque, il ricorso è stato respinto, e la multa confermata.