In seguito all’esposto dei familiari, la Procura di Cagliari procede, per ora contro ignoti, per il decesso di una sessantaseienne di Pula

Nonostante i persistenti dolori al petto, l’avevano dimessa dall’ospedale dove si era sottoposta a un’operazione di sostituzione di una valvola al cuore, ma dopo ventiquattr’ore è spirata. In seguito all’esposto presentato il 2 maggio presso la locale stazione dei carabinieri dai familiari della vittima, assistiti da Studio 3A-Valore S.p.A., la Procura di Cagliari ha aperto un procedimento penale, per ora contro ignoti, per il decesso di una sessantaseienne residente a Villa San Pietro, Fortunata Melis, disponendo l’autopsia sulla salma.
La donna il 4 aprile era stata ricoverata al nosocomio di Brotzu, presso il reparto di Cardiochirurgia, per un intervento di sostituzione di una valvola, effettuato il 15 aprile. Il 28 aprile la paziente è stata dimessa, nonostante i continui dolori al petto che aveva lamentato di provare dopo l’operazione e che secondo i medici erano legati esclusivamente alla ferita.

Al rientro nella sua abitazione le sue condizioni non sono affatto migliorate: la sessantaseienne era sempre sofferente e senza forze, non riuscendo neanche a salire i pochi gradini per entrare in casa. Anzi, l’indomani mattina la situazione è precipitata: alle 7, andando al bagno, la signora Melis ha accusato un cedimento delle gambe, ha iniziato a sudare freddo, aveva la vista annebbiata e i soliti dolori al torace. Immediato l’allarme al 118 lanciato dal marito: monitorata nei parametri vitali dai sanitari del Suem, che le hanno riscontrato solo 35 battiti cardiaci al minuto, la donna, salita ancora lucida in ambulanza, dov’è stata sedata, è stata trasportata al Pronto Soccorso di Brotzu, dov’è rimasta per circa un’ora prima di essere trasferita in Cardiologia. Qui è stata intubata ed è rimasta per altre quattro ore, prima di essere portata in Emodinamica per l’impianto di un peacemaker definitivo. Ma alle 13 i dottori hanno comunicato al marito e ai figli che la loro congiunta era in fin di vita: inutili i tentativi operati dai medici della Rianimazione, che hanno cercato di salvarla anche con una trasfusione di sangue e con una massiccia terapia farmacologica. Alle 14.03 del 29 aprile Fortunata Melis è spirata.

Ripresisi dallo shock, e nutrendo numerose perplessità sul modo in cui la loro cara era stata curata, i familiari della vittima, attraverso il consulente personale e responsabile della sede di Cagliari, dott. Michele Baldinu, si sono rivolti a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità  in ogni tipologia di sinistro, compresi i casi di presunta mala sanità, a tutela dei diritti dei cittadini, e hanno presentato una denuncia-querela rivolta all’autorità giudiziaria chiedendo di accertare eventuali negligenze da parte dei sanitari e di disporre l’autopsia giudiziaria sulla salma per stabilire le cause del decesso: cause che anche il primario di Cardiologia e la sua équipe hanno rivelato di ignorare ai congiunti della vittima. Nell’esposto, peraltro, si accenna anche a un altro precedente ravvicinato e inquietante: pochi giorni prima della morte della signora Melis, durante una Tac sarebbe deceduta un’altra paziente di 63 anni ricoverata nello stesso reparto, sottopostasi al medesimo intervento e che lamentava gli stessi dolori al petto.

Accogliendo le richieste, il Pubblico Ministero della Procura di Cagliari, dott. Nicola Giua Marassi, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e ha disposto l’esame autoptico, che è stato eseguito il 4 maggio: i risultati della perizia saranno determinanti per capire come e perché sia deceduta la paziente, alla quale venerdì 10 maggio, familiari, parenti e amici hanno finalmente potuto dare l’ultimo saluto.