Articolo Pubblicato il 12 giugno, 2020 alle 9:10.

La donna, una 68enne di Dolo, a novembre si era rivolta alla clinica di Mestre:

si è già vista “spillare” 500 euro dal conto corrente, ma i dentisti… più visti

Non solo sta pagando 85 euro al mese per cure dentali mai ricevute, ma quel contratto di finanziamento giura di non averlo mai firmato, né lei né il marito a cui è intestato. E’ un “caso nel caso Dentix” quello denunciato da una sessantottenne di Dolo che si è affidata a Studio3A per essere tutelata e, soprattutto, quanto meno rimborsata. La donna doveva sottoporsi a un delicato impianto, con ricostruzione dell’osso, “un intervento che – racconta – dal dentista che mi aveva curato in precedenza non eseguivano. Mi sono informata, ho sentito che le cliniche Dentix erano specializzate in questo tipo di cure e mi sono rivolta a loro”.

A fine novembre la paziente si presenta nel centro di piazza Ferreto a Mestre (uno dei 57 in tutta Italia) della multinazionale che si occupa(va) di cure e impianti dentali, finita nell’occhio del ciclone in questi giorni: com’è tristemente noto, le cliniche non hanno più riaperto dopo la fine del lockdown; in Spagna, dove ha sede la società a cui fa capo Dentix, è stata avviata la procedura fallimentare e, soprattutto, migliaia di clienti, sul piede di guerra, stanno pagando (in anticipo) fior di quattrini per lavori mai iniziati perché la prassi era di far accendere loro dei finanziamenti, nello specifico con una società finanziaria a distanza francese, Cofidis, e le rate dei mutui continuano a correre. Come nel caso della sessantottenne di Dolo. Che però, quel contratto, non l’ha neppure firmato.

Quando sono stata da Dentix mi hanno visitato, hanno effettuato le radiografie e quantificato il costo delle cure e abbiamo discusso delle modalità di pagamento – continua la signora – Mi hanno proposto un finanziamento e a me andava bene perché si parlava di una cifra importante, quattromila euro, di cui non disponevo. Ma non ho messo nulla nero su bianco perché il mutuo andava fatto a nome di mio marito, che porta a casa la busta paga. Quindi sono rincasata e il giorno seguente ho inviato per whatsapp tutta la documentazione richiesta, tra cui l’Iban del nostro conto corrente, al dentista che mi aveva seguito. Successivamente, c’è stato recapitato il contratto di finanziamento con la relativa accettazione della domanda, ma né io né mio marito abbiamo mai firmato quel documento”.

Eppure, dal 5 gennaio 2020 dal loro conto corrente cominciano i prelievi delle rate, 84,17 euro al mese, “e ne abbiamo già pagate sei – conclude la paziente -, ma non mi hanno mai chiamata per iniziare le cure, nonostante i tanti solleciti al dentista che mi aveva visitato e lasciato il numero di cellulare. Poi è subentrata la pandemia, ma speravo che una volta rientrata l’emergenza si facessero sentire. E invece… Qui non si tratta solo dei soldi indebitamente sottratti: sto tirando avanti con una protesi provvisoria, sto male e non riesco a mangiare”.

La donna, per recuperare il suo danaro, attraverso l’Area Manager e responsabile della sede di Dolo, Riccardo Vizzi, si è quindi affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento anni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui peraltro si sono rivolti anche altri pazienti “scottati” da Dentix. “Per prima cosa richiederemo alla finanziaria il contratto di finanziamento per verificare se vi siano state apposte o meno le firme necessarie perché, se fosse confermato che il documento non è stato sottoscritto, saremmo di fronte anche a un grave episodio di frode che andrà denunciato tramite esposto alla Guardia di Finanza – spiega Vizzi Contestualmente, trattandosi di un mutuo collegato a una prestazione mai fornita, pretenderemo da Cofidis anche l’integrale restituzione delle somme già versate e l’interruzione del finanziamento, e per ulteriore sicurezza ordineremo anche alla banca presso la quale i nostri assistiti hanno aperto il loro conto corrente di interrompere subito gli addebiti automatici. E infine invieremo una diffida formale a Dentix per la ripresa delle cure concordate, dal momento che ad ora, in Italia, non risulta ancora l’avvio di alcuna procedura fallimentare”.

Non solo Dentix – aggiunge il dott. Ermes Trovò, Presidente di Studio3A, che ad esempio si è occupato anche della vicenda Idealsorriso Sono tanti, troppi i casi che seguiamo di nostri assistiti che hanno subito ingenti danni, non soltanto economici ma purtroppo anche fisici, dalle cosiddette catene dentali, che sbandierano piani di cura “al ribasso” ma che alla fine, non infrequentemente, oltre ai pessimi risultati sul piano odontoiatrico, chiudono i battenti lasciando in brache di tela i propri pazienti. E si riciclano altrove. Il Governo e il Ministero della Sanità dovrebbe intervenire per arginare questo fenomeno pericoloso per la salute pubblica e per le tasche degli italiani”.