Articolo Pubblicato il 28 novembre, 2019.

Il Pm titolare del fascicolo per omicidio stradale a carico della conducente dell’auto dove il 38enne viaggiava ha disposto una perizia cinematica per chiarire la dinamica

La Procura di Pordenone vuole vederci chiaro sul tragico incidente costato la vita, lo scorso 10 novembre, all’appena trentottenne Davide Zavattin, di Cinto Caomaggiore, dov’era conosciuto e ben voluto da tutti: era molto amico anche del sindaco, Gianluca Falcomer, con cui peraltro aveva trascorso una parte di quella maledetta domenica.

Il dott. Marco Faion, Pubblico Ministero titolare del procedimento penale per il reato di omicidio stradale che vede indagata la conducente della vettura dove la vittima era trasportata, Mara Demo, 25 anni, di Portogruaro, ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile per chiarire la dinamica del sinistro e ha nominato a tal fine come proprio consulente tecnico d’ufficio l’ing. Carlo Gava, di Pordenone: l’incarico sarà conferito nell’udienza fissata per venerdì 29 novembre 2019, alle ore 9.00, presso gli uffici della stessa Procura pordenonese.

Davide, artigiano – lavorava con il padre nell’azienda di lavorazioni di marmi e granito di famiglia – e vigile del fuoco ausiliario, viaggiava sul sedile del passeggero anteriore della Volkswagen Passat condotta dalla Demo, un’amica, che, in uno dei tanti slanci di generosità che lo contraddistinguevano, si era reso disponibile ad accompagnare per una autentica emergenza: i due stavano correndo in aiuto ad un altro amico che aveva minacciato di suicidarsi gettandosi sotto al treno. Durante la corsa per evitare il gesto estremo, però, in via Venezia, alle porte di Cinto Caomaggiore, la venticinquenne ha perso il controllo della vettura, che è sbandata finendo la sua folle corsa capottata in un fossato. La giovane è sopravvissuta, mentre per Zavattin, purtroppo, non c’è stato nulla da fare, troppo gravi i traumi riportati nelle varie carambole e nell’impatto finale.

Il papà Sergio, la mamma Tiziana, i fratelli Elia a Christian e la fidanzata Martina, con cui Davide conviveva da marzo, distrutti dal dolore per una perdita così improvvisa e ingiusta, hanno colto positivamente l’iniziativa e lo scrupolo dell’autorità giudiziaria finalizzata a fare piena luce sui fatti. Anche per questo i familiari della vittima, attraverso l’Area manager e responsabile della sede di San Donà di Piave, Riccardo Vizzi, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha messo a disposizione come consulente tecnico di parte per i propri assistiti per seguire da vicino tutte le operazioni peritali l’ing. Enrico Dinon.