Articolo Pubblicato il 14 settembre, 2020 alle 10:30.

Chi ha contratto il Covid per cause o in occasione di lavoro – parliamo di qualcosa come 51.363 denunce giunte all’Inail al 31 luglio, di cui 276 mortali, in particolare degli operatori sanitari – ha riconosciuta la tutela infortunistica da parte dell’istituto, secondo il consolidato principio normativo che equipara la “causa virulenta” alla “causa violenta” propria dell’infortunio.

 

Le polizze infortuni private e la risarcibilità del contagio dal Covid

Ma chi detiene anche una polizza infortuni privata? Può farla valere? Sulla questione è in atto un acceso dibattito e ovviamente le compagnie di assicurazione di liquidare il danno non ci sentono molto.

Posto che la definizione di infortunio sia e rimanga quella di evento causativo di lesioni obiettivamente constatabili derivanti da evento fortuito-esterno-violento, la querelle è generata proprio dalla terza componente, ovvero la violenza, che per le assicurazioni mancherebbe nella fattispecie del contagio, laddove invece quanti sostengono la “risarcibilità” intendono e interpretano questo termine quale “concentrazione in breve lasso di tempo” piuttosto che “intensa portata energetica e sollecitazione cinetica brutale”: in effetti il momento del contagio si concretizza certo in pochi secondi (inalazione-inspirazione di droplets) anche se tale momento non è di facile individuazione ai fini della verifica-denuncia del momento lesivo.

La lettera ai Ministri e all’Ania del Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano

Di fronte alla prevedibile piega che sta assumendo la problematica – ossia i soliti contenziosi a cui l’assicurato sarà costretto per ottenere il dovuto -, spicca la presa di posizione del Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, dott. Roberto Carlo Rossi: non una voce qualsiasi perché, come detto, quella dei medici è una delle categorie che ha pagato più a caro prezzo la pandemia, e aggiungiamoci anche che la Lombardia è la regione italiana in assoluto più colpita.

Il dott. Rossi ha preso carta e penna e ha scritto, in tema di indennizzo-risarcimento da patologia Covid-19, una lettera ai Ministri della Salute e dello Sviluppo Economico, nonché all’Ania, l’Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici.

 

Sì all’indennizzabilità

L’Ordine dei Medici meneghino non intende schierarsi nella disputa, ma evidenzia come dai vertici di autorevoli espressioni nazionali Medico-Legali (Simla, Società scientifica e Sismla, sindacato nazionale), emergano pareri nitidamente favorevoli all’indennizzabilità. E aggiunge un altro elemento importante nella discussione in corso, e cioè che “è principio giuridico codificato e consolidato – si legge nella lettera – che contratti e clausole, allorquando particolarmente complessi, vadano reinterpretate a favore della parte più debole (evidentemente l’assicurato)”.

Le compagnie restituiscano i lauti guadagni da lockdown

Per il Presidente dell’Ordine, inoltre, per le compagnie “si tratterebbe sicuramente di una voce di bilancio non particolarmente “pesante” sul piano della mole di sinistri complessivi, a fronte, peraltro, del calo altrettanto certo di eventi sinistrosi in generale derivante dalla situazione di lockdown durante il medesimo lasso di tempo”: l’allusione è al drastico calo degli incidenti stradali (ma anche agli stessi infortuni sul lavoro) nel periodo di blocco della circolazione, che ha prodotto guadagni plurimilionari alle imprese di assicurazione.

Insomma, secondo il dott. Rossi sarebbe un’occasione per il comparto assicurativo per restituire alla collettività una parte di quanto incassato a scapito degli assicurati, che in quei mesi hanno continuato a pagare le polizze per veicoli che non potevano correre, tenuto anche conto, aggiunge il medico, “dell’importante ruolo nell’ambito del tessuto sociale svolto dalle Compagnie Assicuratrici. Ruolo che non può essere dimenticato proprio in un momento così difficile per il Paese in generale e, nello specifico, per chi è stato colpito dalle conseguenze di tale virosi”.

In conclusione, quindi, l’Ordine dei Medici di Milano “auspica l’intervento dei due Ministeri interpellati e di ANIA per invitare le compagnie, a prescindere dall’andamento del citato dibattito dottrinario, a risolversi ad indennizzare senza remore tali sinistri”.