Articolo Pubblicato il 27 aprile, 2020 alle 12:00.

Come per gli incidenti stradali, anche gli infortuni sul lavoro nei primi tre mesi del 2020 hanno fatto registrare un sensibile calo rispetto all’analogo periodo del 2019, chiaramente collegato al blocco su tutto il territorio nazionale, a partire dai primi giorni di marzo, di ogni attività produttiva considerata non necessaria nell’ambito delle misure di contenimento della diffusione del coronavirus.

E’ chiaro che l’assenza di un elevato numero di lavoratori sul posto di lavoro e sulle strade ha comportato una netta riduzione del rischio di incidenti. Non a caso il “crollo” delle denunce di infortunio (e di malattia professionale) si è avuto proprio nel mese di marzo, nel corso del quale si sono via via intensificati gli interventi restrittivi.

 

Quasi 131mila denunce di infortunio nei primi tre mesi del 2020

Dai dati ufficiali pubblicati dall’Inail il 23 aprile 2020, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto nel primo trimestre del 2020 sono state 130.905, in diminuzione di circa 27mila casi rispetto alle 157.576 dei primi tre mesi del 2019 (-16,9%). Una diminuzione influenzata, come detto, soprattutto dal sostenuto calo delle denunce registrate nel solo mese di marzo, 22mila in meno rispetto al marzo 2019 (-43,6%).

Generalizzato il calo

I dati rilevati al 31 marzo evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 134.808 ai 113.428 del 2019 (-15,9%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che hanno fatto registrare un calo del -23,2%, da 22.768 a 17.477.

Il confronto dei soli mesi di marzo 2020 e 2019 documenta come le diminuzioni siano molto più marcate (rispettivamente, -41,4% e – 61,3%).

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nel primo trimestre 2020 è diminuito del 11,3% nella gestione Industria e servizi (dai 115.764 casi del 2019 ai 102.657 del 2020), del 16,9% in Agricoltura (da 7.554 a 6.281) e del 35,9% nel Conto Stato (da 34.258 a 21.967). Per quest’ultima gestione si è registrato a marzo un crollo delle denunce, dalle circa 11mila del 2019 alle quasi mille del 2020 (-91,3%), per effetto dell’utilizzo della prestazione lavorativa in modalità agile dalla quasi totalità dei dipendenti statali e dell’assenza degli studenti nelle scuole/università statali, chiuse per evitare il propagarsi del contagio.

 

Impennata di infortuni per contagio, invece, tra gli operatori sanitari

In controtendenza rispetto all’andamento degli altri settori economici, il settore AtecoSanità e assistenza sociale” ha registrato invece un forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +33% su base trimestrale e +102% su base mensile (marzo 2020 vs marzo 2019). I casi denunciati sono raddoppiati, passando dai 1.788 del marzo 2019 ai 3.613 del marzo 2020, e tre denunce su quattro riguardano il contagio da Covid-19.

L’analisi territoriale evidenzia nel primo trimestre del 2020 un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: -15,2% nel Nord-Ovest, -17,6% nel Nord-Est, -17,8% al Centro, -19,1% al Sud e -14,7% nelle Isole. Se si limita il confronto al solo mese di marzo, i cali registrati nelle singole ripartizioni geografiche risultano molto più evidenti (compresi tra il -38% e il -52%).

La flessione che emerge dal confronto dei primi trimestri del 2019 e 2020 è legata sia alla componente maschile, che registra un -17,9% (da 98.902 a 81.203 denunce), sia a quella femminile, con un -15,3% (da 58.674 a 49.702). In marzo, in particolare, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente le denunce si sono praticamente dimezzate per i lavoratori e ridotte di un terzo per le lavoratrici. Nel trimestre gennaio-marzo, la diminuzione ha interessato sia i lavoratori italiani (-17,6%), sia quelli comunitari (-12,2%) ed extracomunitari (-13,7%). Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce.

 

Gli infortuni mortali: 166 le vittime

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail nel primo trimestre di quest’anno sono state 166, 46 in meno rispetto alle 212 registrate nel primo trimestre del 2019 (-21,7%). Anche per i casi mortali a influenzare il calo trimestrale è soprattutto il numero di decessi denunciati in marzo (-41% rispetto allo stesso mese del 2019).

A livello nazionale, rispetto ai primi tre mesi dell’anno scorso si registra una diminuzione sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, che sono passati da 144 a 114 (-20,8%), sia di quelli occorsi in itinere, diminuiti da 68 a 52 (-23,5%). Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 189 a 146 denunce) e l’Agricoltura (da 22 a 11), mentre il Conto Stato, in cui rientra il settore Sanità, ha registrato otto casi in più (da 1 a 9).

Tre gli incidenti plurimi avvenuti nel primo trimestre del 2020: il primo in gennaio, costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto, il secondo in febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi, e l’ultimo in marzo, con due vittime in un incidente stradale in provincia di Torino. Nel 2019, invece, gli incidenti stradali plurimi avvenuti nei primi tre mesi erano stati sette, con 14 casi mortali denunciati.

Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di 12 casi mortali nel Nord-Ovest (da 57 a 45), di 10 nel Nord-Est (da 44 a 34), di 21 al Centro (da 44 a 23), e di sette nelle Isole (da 24 a 17), mentre il Sud si contraddistingue per un aumento di quattro casi mortali (da 43 a 47).

Il decremento rilevato nel confronto tra i primi trimestri del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 197 a 155, mentre quella femminile ha fatto registrare solo quattro casi in meno, da 15 a 11. In calo sia le denunce di infortuni mortali dei lavoratori italiani (da 170 a 137), sia quelle dei comunitari (da 18 a 10) ed extracomunitari (da 24 a 19). Dall’analisi per classi di età si contraddistingue quella tra i 25 e i 39 anni, che presenta un incremento di nove casi mortali rispetto alla diminuzione registrata in tutte le altre fasce.

 

Le denunce di malattia professionale

Infine, le denunce di malattia professionale protocollate dall’Istituto nel primo trimestre del 2020 sono state 14.101, 1.799 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-11,3%). Anche in questo caso a influenzare la flessione trimestrale è il numero delle denunce effettuate in marzo, in riduzione del 40,1% rispetto al marzo 2019.

Nel primo trimestre si sono registrate diminuzioni nell’Industria e servizi (-7,6%, da 12.592 a 11.634 casi), in Agricoltura (-26,6%, da 3.136 a 2.303) e anche nel Conto Stato (-4,7%, da 172 a 164).

Dall’analisi territoriale dei dati emergono cali delle patologie denunciate nel Nord-Ovest (-26,1%), nel Nord-Est (-17,8%), al Centro (-4,0%) e al Sud (-18,4%), ancora più marcati se riferiti al solo mese di marzo. In controtendenza, invece, le Isole che registrano un aumento del 14,4% su base trimestrale e del 5,8% nel solo mese di marzo. In ottica di genere si rilevano 1.404 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 11.640 a 10.236 (-12,1%), e 395 in meno per le lavoratrici, da 4.260 a 3.865 (-9,3%). Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 14.797 a 13.088, pari a un calo dell’11,5%), sia quelle dei lavoratori comunitari (da 369 a 350, -5,1%) ed extracomunitari (da 734 a 663, -9,7%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori.