Articolo Pubblicato il 22 giugno, 2020 alle 10:00.

Dubbi ce n’erano ben pochi, ma adesso arriva anche l’imprimatur ufficiale dell’Istituto di Vigilanza: tanto per ricollegarsi ai “silenzi” in merito dell’Ania, l’Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici, l’Ivass ha in pratica certificato che per le compagnie il Coronavirus ha rappresentato un autentico “Eldorado”, con un risparmio record di almeno un miliardo e mezzo di euro.

 

La relazione annuale del Presidente dell’Ivass

A fornire i numeri il Presidente dell’Organo di controllo del settore assicurativo, nonché direttore di Banca d’Italia, Daniele Franco (in foto), in occasione della presentazione della relazione annuale dell’attività relativa al 2019 dell’istituto, tenutasi il 18 giugno 2020 a Roma.

La sospensione forzata di attività economiche, i conseguenti riflessi sul reddito e sulle disponibilità liquide dei cittadini, le limitazioni all’uso dei veicoli hanno sollevato diversi ordini di temi sul versante assicurativo: alcuni a valenza contingente e immediata, quali il temporaneo mancato godimento delle garanzie previste nel contratto, altri con un carattere strutturale e una valenza prospettica, quali la ridotta diffusione delle coperture a protezione del reddito di famiglie e imprese e l’esclusione di alcuni eventi catastrofali, come le pandemie, nelle coperture in essere” recita uno dei passaggi chiave della relazione.

 

Incidenti dimezzati, risparmi per le compagnie di circa 40 euro per polizza

La riduzione forzata della circolazione – prosegue il Presidente dell’Ivass – ha avuto un impatto in termini di riduzione della frequenza dei sinistri, che nostri studi hanno stimato in circa il 50 per cento, consentendo di quantificare per le compagnie un risparmio medio variabile tra 36 e 41 euro per polizza”. Il che significa, moltiplicato per i 39,5 milioni di veicoli in Italia, per l’appunto 1,5 miliardi.

Sono prime stime, effettuate su dati della Banca Dati Sinistri gestita dall’Ivass e riferite al periodo primo febbraio-15 maggio 2020, che continueremo ad aggiornare nei prossimi mesi. Se i dati confermeranno la riduzione dei sinistri e, quindi, dei costi per le imprese, ci attendiamo che le misure di ristoro agli assicurati si estendano” ha aggiunto e ammonito Franco, alludendo alle risposte, peraltro molto parziali, adottate da alcune compagnie per i propri clienti, per lo più limitate alla sospensione del pagamento dei premi o al blocco delle azioni di recupero di quelli non pagati, a qualche estensione di garanzia o all’offerta di servizi aggiuntivi.

Il caso Unipol

E anche Unipol, che ha avviato una massiccia campagna pubblicitaria con lo slogan #UnMesePerTe, annunciando la restituzione di un mese di polizza Rc-Auto, in realtà i soldi non li restituisce ma li sconta sulla futura polizza: chiaro l’intento di incentivare i clienti a rinnovare il rapporto esistente, perché chi decide di cambiare compagnia non vedrà un euro. Al punto che un’associazione consumatori, reputando ingannevole questa campagna promozionale, ha presentato un esposto all’Antitrust.

 

Le imprese di assicurazione vanno a gonfie vele

Un ristoro che peraltro le compagnie ben potrebbero permettersi visto che alla fine del 2019 l’industria assicurativa italiana, come ha fatto notare lo stesso presidente dell’Ivass, “si presentava in buona salute. La raccolta premi complessiva, pari a oltre 140 miliardi, faceva registrare un incremento di circa 4 punti percentuali rispetto al 2018 e raggiungeva il 7,8 per cento del Pil.

Ma il costo della polizza Rc-Auto resta tra i più alti d’Europa

In questo scenario è solo una consolazione molto magra il fatto che il prezzo medio della polizza Rc auto nel 2019 sia diminuito dell’1,8% attestandosi a 414 euro: il costo dell’assicurazione in Italia resta di gran lunga il più elevato rispetto ad altri Paesi europei simili al nostro, con uno scarto di circa 90 euro in più, e permane un forte squilibrio “geografico” per svariate aree del Paese dove, soprattutto ma non solo per i contraenti più giovani, assicurare l’auto costa un occhio della testa.