Articolo Pubblicato il 23 marzo, 2020 alle 16:30.

Per limitare la diffusione del Covid-19, si fa strada anche l’ulteriore e pesante sanzione del sequestro del veicolo per chi viene trovato in giro senza uno dei validi motivi riconosciuti dal decreto governativo.

Come riporta un articolo del Sole24 Ore, è questo uno dei deterrenti suggeriti dalla Procura di Parma in una circolare alle forze dell’ordine sull’allarme sanitario. Il sequestro sarebbe una misura aggiuntiva rispetto alla denuncia penale per inosservanza a ordini delle autorità.

 

Non solo Parma: anche la Procura di Lodi valuta il sequestro del mezzo

E non è l’unica Procura che si sta muovendo in questa direzione. Nei giorni scorsi, in un’intervista, il dott. Domenico Chiaro, procuratore di Lodi, una delle zone più colpite dal virus, ha dichiarato: “Stiamo valutando se rendere più dura la risposta sanzionatoria invitando le forze dell’ordine a fare il sequestro preventivo dell’auto nel caso la persona si sposti senza adeguata giustificazione”.

La direttiva del procuratore parmense

Per quanto riguarda il caso di Parma, le indicazioni sono contenute nella direttiva 5/2020 firmata il 16 marzo 2020 dal procuratore capo di Parma, Alfonso D’Avino. È prassi usuale che le Procure diano disposizioni alle forze dell’ordine del proprio territorio, quando entrano in vigore nuove norme, specie quando sono di grande impatto come quelle sul coronavirus.

Sono disposizioni che interpretano aspetti ritenuti poco chiari e/o indicano come organizzare il lavoro. Danno quindi un’idea di come si comporta una Procura di fronte a certe questioni. Ma la loro circolazione tra gli addetti ai lavori fa sì che possano fungere da orientamento anche in tutta Italia. La direttiva di Parma è molto articolata: analizza in 15 pagine i vari aspetti dei Dpcm sulle limitazioni alle aperture di attività e alla mobilità personale.

 

Il punto relativo al sequestro preventivo

Uno dei punti più interessanti è quello che dispone appunto il sequestro preventivo del veicolo per chi viene trovato in strada fuori dal suo Comune senza “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”.

Per arrivare a questo, si riassume la giurisprudenza della Cassazione sul fondamento del sequestro preventivo, che serve a evitare che il reato si ripeta): la cosa da sequestrare deve essere pertinenziale al reato, cioè deve essere uno strumento essenziale per commetterlo. E, secondo la Procura di Parma, un veicolo a motore è essenziale per andare fuori dalla propria città.

Per non gravare sulle casse dello Stato, la Procura suggerisce che il veicolo sequestrato venga affidato non a una depositeria ma in custodia allo stesso conducente. Il quale però non potrà ovviamente più usarlo: se a un controllo a casa dell’interessato il mezzo non venisse trovato, scatterebbe una ulteriore denuncia per sottrazione di cose sottoposte a sequestro, reato che è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 51 a 516 euro (che diventano reclusione da tre mesi a due anni e multa da 30 a 309 euro se il reato è commesso dal proprietario).