Articolo Pubblicato il 2 aprile, 2020 alle 11:00.

Anche se si viene tamponati, si può essere comunque ritenuti corresponsabili dell’incidente se ci si ferma con il proprio veicolo in corsia d’emergenza senza aver comprovato la necessità della sosta, come ad esempio per un guasto.

E’ un’ordinanza che gli utenti della strada devono considerare attentamente quella, la n. 7579/20 depositata dalla Corte di Cassazione il 27 marzo 2020.

 

Tamponamento tra un mezzo pesante e un’auto ferma in corsia preferenziale

La dinamica del sinistro in questione, accaduto il 9 maggio 2002 lungo la Statale E45, è tanto tragica quanto inusuale e complessa. In buona sostanza il conducente di un articolato tampona una vettura, una Opel Corsa, ferma sulla corsia preferenziale: il camionista, in seguito alla perdita di controllo del suo mezzo, perde la vita, mentre i due occupanti dell’auto restano seriamente feriti, ma si salvano.

Gli occupanti dell’auto citano in causa gli eredi del camionista deceduto e l’assicurazione

I due superstiti, che avevano dichiarato di essersi fermati a causa di un guasto, per ottenere il risarcimento per le lesioni subite citano in causa gli eredi della vittima, la società di autotrasporto proprietaria del mezzo pesante e la compagnia di assicurazione, Unipol.

 

In primo grado unico responsabile il conducente dell’autotreno

Il giudice di primo grado attribuisce l’esclusiva responsabilità dell’incidente al conducente dell’autotreno, in quanto, a seguito delle testimonianze assunte, era emerso che questi procedeva a pochi metri da un precedente autoarticolato, che però si era accorto della vettura in sosta e l’aveva evitata, mentre la vittima, proprio a causa della distanza ravvicinata con il mezzo che lo precedeva, non era riuscito a farlo, e aveva cosi travolto l’auto in sosta.

Per il giudice di primo grado, dunque, la responsabilità andava attribuita esclusivamente al camionista il quale, viaggiando cosi a ridosso del veicolo che lo precedeva, si era messo nelle condizioni di non poter evitare l’impatto, non potendo vedere il veicolo in sosta.

La Corte d’Appello invece attribuisce un concorso di colpa al conducente della vettura

Gli eredi del camionista e la compagnia di assicurazione però appellano la sentenza e la Corte d’Appello riforma la decisione del giudice di prime cure, attribuendo sì la responsabilità prevalente, al 70%, all’autotrasportatore, ma riconoscendo un concorso di colpa pari al 30% al conducente della vettura, ritenendo che non fosse provato che egli avesse avuto l’assoluta necessità di fermarsi nella corsia preferenziale e comunque lo aveva fatto invadendo leggermente quella di marcia.

 

Corresponsabili dell’incidente se ci si ferma nella corsia d’emergenza

Il conducente dell’auto e gli eredi del passeggero, nel frattempo deceduto, ricorrono quindi per cassazione contestando la sentenza d’appello soprattutto sul punto del “minimale ingombro” della corsia di marcia da parte della macchina: a loro dire la corte avrebbe errato nell’attribuire a questo elemento sia un contributo causale nell’evento sia la caratteristica di una circostanza imprevedibile, senza considerare che aveva contemporaneamente affermato che il conducente del camion si era messo nelle condizioni di non poter evitare l’urto.

Dunque, l’ingombro non poteva essere imprevedibile se si fosse usata la diligenza di tenere la dovuta distanza dal veicolo che precedeva.

In realtà la vera questione era la mancata prova della necessità della sosta

In realtà, osserva la Suprema Corte, la Corte d’appello aveva fatto ricorso alla circostanza dell’invasione (sia pure minima) della corsia di marcia solo in ipotesi subordinata, o comunque quale ulteriore argomento. In realtà, spiegano gli Ermellini, la ratio è un’altra, ed è autonoma rispetto a questa.

La corte ritiene che non è emersa alcuna prova della necessità di fermarsi in corsia preferenziale, cosi che la sosta in quel punto doveva ritenersi in violazione delle regole del codice della strada”: per inciso, era risultata incerta anche la circostanza circa la possibilità per il conducente di raggiungere la vicina area di servizio che distava appena 700 metri, per quanto con un’auto che segnalava un “guasto motore”.

 

Concorso di colpa per avere sostato senza valido motivo

La ratio della sentenza impugnata, dunque, consiste proprio nel ritenere concorrente nel danno il conducente della macchina per aver sostato senza motivo valido (o meglio, senza che una ragione sia stata provata) nella corsia di emergenza. “Una ratio – conclude la Cassazione – che non è contestata e basterebbe la sua affermazione a giustificare il concorso di colpa”.

Il ricorso è stato pertanto rigettato.

Attenzione, dunque, a non arrestare la marcia in corsia di emergenza senza che ve sia assoluto bisogno perché, oltre a mettere in repentaglio la vita (i sinistri sul genere sono molti e spesso drammatici), si rischia anche di doverne rispondere in caso di incidente.