Articolo Pubblicato il 17 settembre, 2020 alle 11:30.

Sono quasi centomila persone, impiegate prevalentemente in Svizzera (oltre 75mila), in particolare nel Canton Ticino, ma anche a San Marino, nel Principato di Monaco, in Francia, Austria, Slovenia, e a Città del Vaticano.

Parliamo dei frontalieri italiani, quei lavoratori pendolari che ogni giorno, o almeno una volta a settimana, attraversano una frontiera tra Stati per recarsi da casa al posto di lavoro.

Un fenomeno anche numericamente rilevante. Di qui dunque l’importanza del Decreto Semplificazioni approvato in questo settembre 2020 dal Parlamento che, com’è noto, contiene anche una mini-riforma del Codice della strada con un provvedimento ad hoc per questa categoria di cittadini-lavoratori finalizzato a superare il grosso problema  delle “targhe estere”.

 

Il problema delle “targhe estere”

I decreti sicurezza approvati nel 2019 dal Governo, per contrastare fenomeni criminali, hanno infatti introdotto il divieto, all’art. 93 del Cds, per quanti hanno stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, di circolare con un veicolo immatricolato all’estero.

Sulla scorta di questa disposizione, tuttavia, i lavoratori frontalieri non potevano più utilizzare la propria auto aziendale immatricolata in Svizzera (o negli altri Paesi confinanti) su suolo italiano: il rischio era infatti quello di incorrere in pesanti multe (da 712 a 2.848 euro) e nel sequestro del mezzo, sanzione nella quale sono peraltro incappati in diversi.

Un problema che aveva di fatto bloccato il “mercato” dei benefit e che aveva appunto inguaiato i frontalieri che facevano affidamento su di un’auto aziendale.

 

L’emendamento che “esenta” i frontalieri

Dopo un anno di difficoltà, la questione ora si è finalmente risolta. Con l’approvazione di un emendamento al Decreto semplificazioni, si è stabilito che il divieto di circolare in Italia con targhe immatricolate all’estero non si applica più ai lavoratori frontalieri che guidano un’auto aziendale e ai residenti del Comune di Campione d’Italia.

Gli effetti dell’emendamento si applicheranno a tutti i frontalieri d’Italia, quindi ai soggetti attivi in Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Principato di Monaco e San Marino.

 

La nuova norma

Ecco, nel dettaglio, la nuova norma che introduce le eccezioni all’applicazione dell’art. 93 1-quinquies Cds.

Le disposizioni di cui ai commi 1-bis, 1-ter e 1-quater non si applicano:

  • a) ai residenti nel comune di Campione d’Italia;
  • b) al personale civile e militare dipendente da pubbliche amministrazioni in servizio all’estero, di cui all’articolo 1, comma 9, lettere a) e b), della legge 27 ottobre 1988, n. 470;
  • c) ai lavoratori frontalieri, o a quei soggetti residenti in Italia che prestano un’attività di lavoro in favore di un’impresa avente sede in uno Stato confinante o limitrofo, i quali, con il veicolo ivi immatricolato a proprio nome, transitano in Italia per raggiungere il luogo di residenza o per far rientro nella sede di lavoro all’estero;
  • d) al personale delle Forze armate e di polizia in servizio all’estero presso organismi internazionali o basi militari;
  • e) al personale dipendente di associazioni territoriali di soccorso, per il rimpatrio dei veicoli immatricolati all’estero.