Articolo Pubblicato il 29 luglio, 2020 alle 9:30.

E’ successo il 16 luglio scorso, l’automobilista è riuscito a uscire indenne. Danni per 7.500 euro al mezzo, già chiesto il risarcimento ad Autostrade per l’Italia

E’ vivo per miracolo, ma la macchina che guidava ha quasi 7.500 euro di danni.  Protagonista dell’ennesimo incidente causato dall’attraversamento della strada da parte di un animale selvatico, nella fattispecie un cerbiatto, accaduto nei pressi di Reggio Emilia, un cinquantatreenne di Rivanazzano Terme, nel Pavese.

Un fenomeno sempre più preoccupante, in Italia ogni anno sono alcune migliaia i sinistri sul genere che in non pochi casi causano anche danni fisici agli utenti della strada coinvolti, oltre a quelli materiali: un recente rapporto relativo al 2019 ha registrato 164 “incidenti significativi”, con morti e feriti gravi, a causa dei quali, in un anno, sono decedute 15 persone e 221 hanno riportato lesioni serie.

E il Reggiano, peraltro, è anche una delle aree del Paese più colpite: dai dati diffusi dalla Regione Emilia Romagna nel 2019, nel territorio regionale dal 2012 al 2017 cinghiali, daini, cervi e soprattutto (proprio) caprioli sono stati responsabili di 4.745 incidenti stradali, e di questi quasi il 40 per cento è successo per l’appunto in provincia di Reggio Emilia, dove nel 2016 uno scooterista di 56 anni ha anche perso la vita. Si tratta, inoltre, di numeri parziali in quanto provenienti dai centri di recupero degli animali selvatici convenzionati con la Regione, e che dunque non tengono conto di tutti quei casi in cui l’automobilista non segnala l’episodio o nei quali i centri non vengono interpellati.

Nello specifico, però, il malcapitato l’ha scampata ancora più bella in quanto l’investimento è successo lungo la rete autostradale, dove questo tipo di episodi sono, o dovrebbero essere, molto più rari: rispetto alle strade urbane ed extraurbane, infatti, le autostrade consentono una percorrenza più veloce la quale, per sua natura, richiede che vengano garantiti elevati standard di sicurezza comprese adeguate recinzioni per impedire queste pericolose “intrusioni” da parte della fauna selvatica, che in questa circostanza, evidentemente, non sono risultate sufficienti.

L’automobilista, il 16 luglio 2020, alle 22.05, stava percorrendo l’A1 in direzione Nord alla guida di una Mercedes Serie 5 Touring G31 intestata all’azienda milanese di cui è titolare, procedeva a oltre cento km l’ora (in autostrada il limite è di 130) e si trovava sulla corsia centrale. Superata da poco l’uscita per Reggio Emilia, e poco prima dell’area di sosta Crostolo, il cinquantatreenne si è all’improvviso trovato di fronte un cerbiatto che ha attraversato la carreggiata: impossibile evitare l’impatto, tremendo. Per fortuna, il conducente ha mantenuto il controllo della vettura, riuscendo ad accostare e ad uscire tutto d’un pezzo. L’uomo ha quindi subito chiamato la Polizia stradale e una pattuglia di agenti è intervenuta in loco, redigendo il verbale dell’accaduto corredato dalle foto del frontale della macchina semidistrutto e constatando la presenza dei resti del povero animale.

Se però dal punto di vista fisico non ci sono state particolari conseguenze, l’imprenditore se l’è cavata con tanto spavento, sotto il profilo dei danni materiali il bilancio dell’incidente è pesantissimo: il carrozziere a cui è stata portata a riparare la vettura ha presentato un preventivo da 7.368 euro. L’automobilista, per essere risarcito, si è quindi rivolto, attraverso la consulente personale dott.ssa Sara Donati, a Studio3A Valore S.p.A., società socializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e della tutela dei diritti dei cittadini, che segue svariati casi simili in tutta Italia e che ha già presentato la richiesta danni ad Autostrade per l’Italia, che ha in concessione l’Autostrada del Sole.

Nella speranza che la società dia risposte al danneggiato e di non dover lottare contro gli scaricabarile tra enti che sovente si verificano nei casi di incidenti da attraversamento di fauna selvatica sulla rete stradale ordinaria: sentenze anche recenti della Cassazione su sinistri simili avvenuti in autostrada, infatti, hanno ribadito che la responsabilità, ai sensi dell’art. 2051 del codice civile, è in capo all’ente gestore e che al danneggiato è sufficiente fornire la prova che l’incidente è stato dovuto a un animale selvatico, cosa ampiamente comprovata dal rapporto della Polstrada.